giovedì 16 aprile 2015

Marco Melgrati: dopo la chiusura del magazzino dei farmaci di Cairo Montenotte, chiudere l magazzino di Albenga e e quello di Santa corona è una pazzia!

Altro caso di malasanità in provincia di Savona. Chiudono i depositi delle farmacie degli Ospedali di Santa Corona e Albenga a favore del deposito unico di Savona. Ma non hanno ancora capito che l’Ospedale più importante della provincia di Savona è il Dea di II Livello di Santa Corona a Pietra Ligure?

Un altro"taglio" vergognoso per un Ospedale che è sede di Dea di II Livello sta per essere messo in atto nei confronti del Santa Corona di Pietra Ligure. Si tratta della chiusura definitiva del magazzino dei medicinali della farmacia.Questa è l’ennesima denuncia del capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Melgrati sui tagli alla Sanità degli Ospedali di Cairo Montenotte, Albenga ma soprattutto Pietra Ligure.
Infatti ieri presso la Direzione Generale dell’Asl 2 di Savona si è tenuta una riunione ai massimi livelli per decidere la strategia in relazione ai magazzini dei farmaci degli Ospedali del Ponente.Dopo un primo giro di consultazioni, sembrava che l’ipotesi più accreditata fosse quella di un ridimensionamento del magazzino farmaci non meglio identificato in termini quantitativi e temporali (oggi ci sono scorte per due mesi). Poi…contrordine compagni! La nuova indicazione emersa dalla riunione è quella di chiudere definitivamente il magazzino farmaci dell’Ospedale di Albenga e ridurre drasticamente con scorte fino a 1 giorno quello di Santa Corona per poi (ma nemmeno tanto poi) chiuderlo definitivamente.
Quindi il direttore della farmacia dell'Asl 2 ha l’intenzione e la volontà, e la sta mettendo in atto, di trasferire in un unico deposito tutti i vari magazzini dei farmaci sparpagliati nei diversi ospedali della provincia. In altre parole, tutti i farmaci e i presidi sanitari troverebbero spazio in un unico deposito all'interno del San Paolo di Savona. Ciò significa che se un paziente dell'ospedale di Pietra Ligure avesse bisogno di un farmaco magari per una urgenza, (come una emorragia), questo non arriverebbe più "in cinque minuti" direttamente dal magazzino farmaci presenti all'interno del Santa Corona o di Albenga, ma dovrebbe essere caricato su un camion e spedito da Savona fino a Pietra, con tutte le complicazioni legate al traffico e ai tempi di percorrenza dei 30 chilometri che separano le due città, specialmente nei weekend o nei ponti e in estate e ancora peggio per Albenga, per non parlare dei costi di simili operazioni urgenti. Enel frattempo il paziente privo del farmaco necessario potrebbe essere morto!
La decisione è già stata presa e sarà attuata a breve. Tutto questo è inaccettabile, e soprattutto non viene quantificato il presunto risparmio, che non esiste, se non nella volontà di ancora una volta privilegiare l’Ospedale di Savona nei confronti degli altri, in particolare del Dea di II Livello di Santa Corona, per l’ennesima marchetta del PD a favore di Savona.
Tutto questo in spregio alla Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale che riconosce all’Ospedale di Santa Corona lo status di Dea di II Livello, e anche del protocollo nazionale che assegna ai Dea di II livello tutta una serie di servizi e funzioni (tra cui la Farmacia e il Suo magazzino) imprescindibili.
Secondo alcune voci e “rumors” di palazzo, la giustificazione sarebbe che questa mossa dovrà essere fatta in previsione della futura fusione dell'Asl di Savona con quella di Imperia,ma è innegabile che debba essere interpretata ancora una volta come l’ennesimo"favore" nei confronti dell'ospedale di Savona “la rossa”, che così diventerebbe sempre di più il cuore della Sanità provinciale. Questo è vergognoso e lo contrasteremo con tutte le forze, conclude il capogruppo di Forza Italia in regione Marco Melgrati, che avvisa: se i cittadini del ponente appoggeranno ancora una volta questa giunta di sinistra con il voto al PD alle elezioni Regionali, giunta e dirigenti politicizzati e servi delle dinamiche politiche del PD,  che hanno distrutto la sanità in Liguria e che vogliono sempre di più depauperare gli Ospedali di Pietra Ligure e Albenga, allora vorrà dire che sono tremendamente masochisti.
Genova, 16.04.2015.

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mercoledì 15 aprile 2015

Marco Melgrati, Forza Italia: ma questi sindacalisti avranno mai lavorato un’ora nella Loro vita? E poi un sindacalista anziché essere schierato in maniera univoca soltanto dalla parte dei lavoratori può avvallare le tesi del potere PD anche contro i lavoratori?

Rincorrere scalza per un chilometro il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sulle piste dell’aeroporto di Villanova paga. Ecco il premio. Fulvia Veirana, sindacalista della Cgil candidata alla Regione nel vergognoso e innominabile Listino…

Che i legami tra la CGIL e il PD fossero stretti lo si sapeva… così stretti che a volte abbiamo assistito ad improbabili attacchi da parte del sindacato al potere costituito del PD, vere e proprie farse, forse proprio tese a mascherare questo sodalizio tra chi avrebbe tra i suoi scopi oltre alla politica attiva anche la difesa dei diritti dei lavoratori. Tant'è che invece ci si accorge quanto questi legami siano stretti tra il sindacato che ha il compito di fare la “cinghia di trasmissione” del partito politico che detiene il potere, anche qui in Liguria da quasi 10 anni.  Sono infatti ex sindacalisti CGILi vari esponenti del PD Livio di Tullio vice sindaco di Savona, Nino Miceli consigliere regionale, e Anna Giacobbe deputata PD anche lei… Ora a rinforzare la squadra di quelli che hanno fatto il salto della quaglia, perché di tale evoluzione si tratta, confermando l’esistenza di questo “vivaio” del PD si aggiunge, con non poco clamore, l’intraprendente sindacalista di Savona alla guida della Camera del Lavoro CGIL  da 2 ANNI  succeduta al marito Francesco Rossello, il quale con un avvicendamento tutto in famiglia, le ha lasciato il posto in eredità, (anche qui non senza maliziosi commenti della stampa) per  trasferirsi alla CGIL di Genova; praticamente un regime tutto casa e sindacato!!! Per chi non ricordi il nome di questa Fulvia Veirana, ex iscritta al Pci prima di riparare nel sindacato… “rosso”,basta ricordare l’episodio della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Piaggio di Villanova D’Albenga del novembre scorso, dove la nostra pasionaria di sinistra lo rincorse scalza per poterlo incontrare sulle piste dell’aeroporto… suscitando non pochi coloriti commenti di stampa..! Tanto per rinfrescare la memoria, la stessa Fulvia Veirana della Funzione Pubblica CGIL che nel dicembre 2010 siglava accordi sindacali propedeutici al progetto di esternalizzazione della chirurgia protesica per il recupero fughe sanitarie devolvendo sanità pubblica ai privati...  messi poi in atto a cura di Burlando Montaldo & Kompagni, ora oggetto di indagine della Magistratura. …la stessa Fulvia Veirana che si poneva recentemente dalla parte dell’azienda Tirreno Power per la tutela dei posti di lavoro,dichiarando (contestatissima da chi invece vorrebbe veder anteposta la tutela della salute collettiva agli interessi di TP) improbabili dati circa le emissioni della centrale…la stessa Veirana che invece non esitava a porsi in contrapposizione con la Regione pretendendo risposte certe quando veniva pesantemente tagliata la sanità del ponente savonese ad Albenga e Cairo. Insomma, un personaggio sempre in bilico tra la coerenza che il ruolo esigeva e la fede ideologica comunista o, ancor peggio, le esigenze forse di doversi ingraziare il partito in proiezione della carriera politica…che di li a poco sarebbe arrivata. E infatti…! Ecco che ora la nostra Veirana, pescata dal vivaio CGIL, viene infilata dove…? Nientemeno che nel vergognoso listino del PD, dove si entra per nomina decisa dal dominus bicefalo Paita-Burlando, ma soprattutto dove l’elezione è assicurata in caso di vittoria, senza passare per  il “fastidioso” voto” ….senza troppa fatica insomma e ovviamente, con forti dubbi in termini di democrazia elettorale!!!!Un epilogo questo del suo arruolamento nel famigerato listino che dovrebbe  fare a pugni con i metodi trasparenti ed elettivi ai quali un sindacalista dovrebbe tenere, in teoria…!!!! Ma a quanto pare anche i successi sindacali non pare siano stati per lei così ardui da ottenere, come quello del passaggio con il consorte già citato..! Quell’odioso listino che il suo ex compagno di sindacato Miceli, tagliato per il terzo mandato ma in odore di Assessorato di “peso”, ha fatto in modo di mantenere a tutti i costi, con un operazione politica in Consiglio Regionale di clamorosa mistificazione della realtà, rifiutando di volerlo abolire, come io proposi in diverse occasioni, sottoponendo all’assemblea una leggina strumentalmente orchestrata per essere invotabile. Ora, in caso deprecabile di vittoria, si troverebbe a dover condividere tutte quelle scelte da lei in alcuni casi contestate e a dover sorreggere interessi e piani che non sono esattamente coincidenti con quelli dei lavoratori e di tutta la popolazione come abbiamo avuto modo di vedere in 10 anni di governo del PD!!!! Vi pare normale che un sindacalista anziché essere schierato in maniera univoca soltanto dalla parte dei lavoratori possa riconvertirsi in questo modo senza lasciar spazio a qualche perplessità sulla sua credibilità? Assurda poi la coerenza del marito della Veirana, Francesco Rossello, della Cgil di Genova, che scrive che vuole un sindacato autonomo dai partiti… bravo! Inizia a dire a tua moglie di rinunciare al comodo posto nel listino regionale.  Meditate, gente,meditate….
Genova, 15.04.2015

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martedì 14 aprile 2015

Renzi oggi a Genova? Marco Melgrati e Matteo Canciani Forza Italia: Vergognosa passerella elettorale del “soccorso rosso” di Renzi a una candidata Presidente del PD (Raffaella Paita) che durante l’alluvione si è nascosta per non rovinare la propria immagine!

Quando doveva venire non è venuto a testimoniare la Sua vicinanza alla popolazione colpita dall'alluvione. Oggi se ne poteva stare a casa!

I genovesi e in generale i liguri si sarebbero aspettati una sua visita subito dopo le recenti alluvioni che hanno colpito la nostra regione. Anzi, sarebbe stata doverosa. Questa la denuncia di Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia in Regione e di Matteo Canciani, Presidente del club Forza Silvio di Pietra Ligure. Ma il timore di“prendere le uova” è stato più forte della opportunità politica e del buonsenso, oltre che di un minimo di vicinanza, che il premier Renzi avrebbe dovuto manifestare alle imprese e famiglie colpite dagli eventi alluvionali. VERGOGNA!
Soprattutto perché le alluvioni,in particolare quella di Genova, sono il frutto di ritardi e omissioni neilavori di messa in sicurezza degli alvei dei fiumi e torrenti, con la mancata realizzazione degli scolmatori di Bisagno e Fereggiano, di cui Burlando era il Commissario, ela sora Lella Paita l’assessore all’Ambiente.
Invece, continuano i due esponenti azzurri del ponente savonese, come il duo Burlando/Paita, ha preferito giocare a nascondino.A mesi di distanza da quelle catastrofi che hanno colpito la Liguria oggi arriverà a Genova il premier per meri scopi elettorali in vista delle elezioni Regionali e per cercare di arginare quelle difficoltà che stanno investendo il PD a livello ligure. Sarà la volta buona per dimostrare che i liguri hanno capito che ci vuole un cambiamento radicale?
Attendiamo con ansia le sue ennesime promesse da marinaio come avvenuto già a fine novembre quando aveva dichiarato di sospendere il pagamento delle tasse agli alluvionati… la realtà poi è stata diversa perché le tasse sono state rinviate solo di una trentina di giorni con la successiva legittima “incazzatura” dei commercianti e imprenditori, con aziende distrutte e in ginocchio, per la seconda volta in pochi anni, e non solo. 
Questa visita non porterà nulla di positivo per il PD ligure oramai confuso e poco lucido sulla strada da intraprendere, diviso a sinistra con suoi uomini (Pastorino) che non possono tollerare la continuità con il malgoverno e l’immobilismo perpetrato in dieci anni di gestione Burlando-Paita. E se lo dicono da sinistra, figuratevi noi del centro destra. Ma una cosa la ha capita il premier Renzi, nominato e non scelto dal popolo, concludono Marco Melgrati e Matteo Canciani: se perderà queste elezioni in Liguria, comincerà anche l’inesorabile declino di un governo nazionale che si poggia su alleanze “contro natura”, fondate sulle poltrone e non sulle idee e che ogni giorno scende nel livello di popolarità dei cittadini, nonostante le marchette elettorali da 80 euro e quelle che si appresta a fare in occasione delle Regionali…
#mandiamoliacasa
Genova, 14.04.2015


lunedì 13 aprile 2015

Liguria Libera correrà da sola…Marco Melgrati capogruppo di Forza Italia: faremo a meno anche di Loro, ma che coraggio!

Ma dove vanno??? Grave responsabilità di questa lista civica in un momento dove è necessario che tutto il Centro-Destra supporti la cordata del candidato Presidente Giovanni Toti.

E’ incredibile che,grazie ai personalismi di qualche personaggio, che deve tutto al Presidente Silvio Berlusconi e a Sandro Biasotti, la lista civica Liguria Libera abbia scelto di correre da sola alle elezioni Regionali, con candidato Enrico Musso.Non gli è bastata la “lezione” e la figuraccia delle Europee (2636 voti in tutto il comprensorio,Liguria, Lombardia e Piemonte)???
L’ex senatore Musso,appunto diventato senatore grazie alla “nomina” di Silvio Berlusconi, per poi dissociarsi da Forza Italia (senza dare le dimissioni da Senatore), invece di fare un passo a lato, ben minor cosa di quello che ha fatto Rixi e la Lega Nord con il passo indietro, decide di rompere l’alleanza con il Centro-Destra e correre da solo per le Regionali.
Certo i possibili risultati di questa lista non fanno paura alla coalizione di Centro-Destra, ma ogni voto disperso è un attentato alla volontà di cambiamento in Liguria, e alla speranza di molti cittadini di mandare a casa quella consorteria consociativista e marchettara (politicamente) di cui Burlando muove da 10 anni i fili e che ha in Raffaella Paita, “maga Circe” del PD, il suo clone in gonnella e ectoplasma sbiadito ma pericoloso,non avendo nemmeno le capacità, se non altro politiche,  che qualcuno riconosceva al “Gerundio”.
Ed è incredibile e vergognoso per chi ha fatto carriera in Forza Italia prima, nel Popolo delle Libertà poi e di nuovo in Forza Italia, e si è garantito un vitalizio, che oggi, per affermare una propria predominanza territoriale su un fazzoletto di Liguria, faccia una scelta scellerata per il centrodestra. L’esempio di Fitto forse è stato illuminante, ma la caratura è certo differente…comunque traditori!
Che dire poi di chi, eletto in Regione con quattro voti grazie alla rinuncia di Sandro Biasotti, aderisce ad un movimento civico sbandierando da subito il supporto al Centro destra, per poi tradire?
Ma saranno gli elettori a dare a questi personaggi i 30 denari, la paga di Giuda, e nulla di più. La speranza è che al Centro-Destra non manchino questi voti per vincere…. Sarebbe scandaloso!!!
Genova, 13 04 2015

domenica 12 aprile 2015

venerdì 10 aprile 2015

Rassegna Stampa di oggi...







Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia: “GenoVa Veloce, ma dove? Trasporti, infrastrutture, sanità, ciclo dei rifiuti, depurazione, industria, turismo… ma la Liguria è da tempo arenata nelle secche di una crisi epocale, altro che Va Veloce!”

GenoVa Veloce lo slogan lanciato dalla candidata Presidente del PD Lella Paita, alla luce dei risultati di questi 10 anni di malgoverno della Liguria della giunta di sinistra Burlando-Paita è quanto di più incredibile e fantasioso mai visto o sentito!

Marco Melgrati capogruppo di Forza Italia in regione commenta la campagna stampa manifesti di Raffaella Paita e dichiara“Abbiamo visto in questi giorni le nostre città, e Genova in particolare, invase dal volto di una aspirante Presidente della Regione Liguria del PD, Raffaella in arte “Lella” Paita, con uno slogan elettorale che suona come fantasioso nella più benevola accezione, e come una presa per il sedere per una valutazione obiettiva… GenoVa Veloce…ma dove? ma quando?”
“Ecco un breve elenco,  di come Genova Va Veloce: GenoVa Veloce come gli anni per arrivare ad un accordo sulla Gronda, non ancora raggiunto e comunque priva di finanziamento… GenoVe Veloce come le code interminabili in autostrada nei Week-end o nei ponti festivi, come l’ultimo di Pasqua, per la assenza appunto della Gronda e la mancata programmazione di direttrici alternative come la Albenga -Predosa… GenoVa Veloce come le false promesse elettorali di cinque anni fasul tunnel della Val Fontanabuona…GenoVa Veloce come i treni dei pendolari sporchi, insufficienti e sempre in ritardo, o come quelli cancellati da e verso il Piemonte… GenoVa Veloce come le opere per il Terzo Valico, di cui è stato finanziato e appaltato si e no il 10%... GenoVa Veloce come il tempo per far partire le opere dello scolmatore di Bisagno e Fereggiano, e intanto la città ha subito un’altra pesantissima alluvione (e l’assessore all’Ambiente Lella Paita in quei giorni era sparita dalla scena mediatica per tre giorni per non appannare la Sua immagine in vista delle elezioni Regionali)… GenoVa Veloce come i tempi di attesa interminabili ai Pronto Soccorso della Liguria…GenoVa Veloce come i tempi di attesa biblici per una mammografia, una tac o per farsi operare di cataratta (ne abbiamo preso una a caso)… GenoVa Veloce come le fughe in altre regioni del Nord Italia per farsi operare o per fare un esame per il quale in Liguria sono richiesti mesi se non anni, con i costi conseguenti sul bilancio della Sanità ligure… GenoVa Veloce come i tempi di realizzazione dei nuovi Ospedali in Liguria: Felettino di La Spezia, Galliera, quello del ponente Genovese, quello di Pietra Ligure e l’Ospedale di Arma di Taggia… GenoVa Veloce come la soluzione del problema dei Balneari Liguri,sotto la spada di Damocle della Direttiva Bolkestein… GenoVa Veloce come la progettazione e il finanziamento del Ribaltamento a Mare… GenoVa Veloce come le discariche liguri chiuse che non possono più accogliere i rifiuti inattesa di interventi strutturali… GenoVa Veloce come la soluzione della depurazione del ponente savonese… GenoVa Veloce come gli insediamenti industriali a Erzelli…GenoVa Veloce come le vertenze sulle grandi industrie manifatturiere Liguri (Piaggio, Esaote, Ilva, Fincantieri ecc…)… GenoVa Veloce  come la soluzione del problema della centrale a carbone di Vado Ligure… GenoVa Veloce come la disoccupazione, soprattutto giovanile, che avanza inesorabile…GenoVa Veloce come i 127 mila disoccupati reali, le 64 mila famiglie in povertà e le 164 mila famiglie che faticano ad arrivare a fine mese in Liguria… GenoVa Veloce come i più di 3.000 disoccupati nel settore dell’Edilizia nell’ultimo anno…GenoVa Veloce come la carenza di idee, investimenti e promozione della più grande industria ligure, il Turismo… GenoVa Veloce come le opere per il raddoppio ferroviario del Ponente, non ancora finanziate da Andora a Finale Ligure…”
“Spero vivamente che i liguri,e i genovesi in particolare, che ogni giorno vivono sulla propria pelle i morsi di una crisi che è sì mondiale, ma che nella nostra regione, per incapacità digestione e di programmazione, si fa sentire più che in altre aree del paese,non si facciano irretire e incantare ancora una volta dalla “maga Circe” del PD, il clone in gonnella e ectoplasma sbiadito del già sbiadito Burlando, grande burattinaio di questa nomination,riflettendo su tutte queste cose, e su altre ancora”, conclude il capogruppo di Forza Italia in Regione Marco Melgrati…
Genova, 10.04.2015

giovedì 9 aprile 2015

Spese pazze in Regione??? No grazie. Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia in Regione: “dopo aver letto l’avviso della Conclusione delle indagini sono sereno. Tutto ricade nell’alveo della regolarità, e lo dimostreremo!”

Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia in Regione, dopo aver ricevuto dalla Guardia di Finanza l’avviso di conclusione delle indagini, commenta così: “ero tranquillo perché sapevo di aver sempre agito correttamente, nel rispetto della legge. Lo dimostrano i miei 22 anni di storia amministrativa, prima da Assessore e poi da Sindaco di Alassio, passando attraverso l’incarico di Consigliere Provinciale eletto 4 volte, e per ultimo da Consigliere Regionale. Lo dimostrano i miei 23 processi e le 23 assoluzioni. Anche questa volta riuscirò a dimostrare la mia assoluta buona fede e la correttezza nell'uso del denaro pubblico. Mai mi sono sognato di approfittare della mia posizione politica per“appropriarmi”, direttamente o indirettamente, di soldi pubblici (o privati).Ma quali sono le cifre di queste presunte “spese pazze” di cui si è fatto tanto rumore e che mi sono state imputate personalmente? 1533,10 euro di pedaggi autostradali e 726 euro per bottiglie di vino imputate sulle spese di rappresentanza… totale euro 2.259,10.Ma veniamo al dettaglio. Mi si contestano 1533,10 euro di pedaggi autostradali, emessi in contemporanea con l’uso del Telepass attraverso la tessera autostradale. Sono pedaggi che venivano effettuati dalla mia assistente, per recarsi da Pietra Ligure ad Alassio (via Albenga) e viceversa a lavorare nel mio ufficio di Alassio per preparare interrogazioni, proposte di legge, interpellanze, ordini del giorno, da me predisposti in bozza, mentre io andavo a Genova a lavorare in Commissione. E prima di usare questa tessera, la mia assistente aveva chiesto a un Dirigente dell’Ufficio Economato della Regione se questa cosa fosse possibile. La risposta del Dirigente Regionale era stata che la tessera è nella disponibilità del Consigliere, ed è facoltà del Consigliere di darla al collaboratore per espletare le proprie funzioni inerenti la tipologia di incarico ricevuto. Insomma non era vietato, anzi ammesso”.

“Vengono contestati inoltre 726 euro per l’acquisto di 30 bottiglie da 20 euro + iva come spese di rappresentanza, distribuite in confezione singola in occasione delle festività natalizie. La legge precedente, in vigore all’epoca dei fatti, aveva la voce,nelle spese possibili dei gruppi, spese di rappresentanza. Punto. Cioè senza indicare l’importo massimo o minimo,né la natura delle spese di rappresentanza. In 5 anni mi vengono contestate 30 bottiglie di vino! Credo che siamo nei limiti della correttezza. Comunque sono disponibile già da ora a fare un bonifico alla Regione Liguria per questa cifra, che volevo già rimborsare, anche se ritengo sia corretta, e avvallata dalla apposita Commissione di Controllo Regionale sui rendiconti, a patto che sia devoluta al fondo per la non autosufficienza, sempre carente”.
“Per il resto vengo indagato come capogruppo per le somme imputate ad altri Consiglieri del Gruppo. Cifre che, come Capogruppo, avevo avvallato “sub judice”, perché avrebbero dovuto passare, come sono passate, prima dell’approvazione definitiva, al vaglio della apposita Commissione Controllo dei Rendiconti, che le aveva approvate. Molte spese non sono state approvate da questa Commissione Regionale, ed erano già state rimborsate, dopo la “potatura”della Commissione. Per questo motivo sono assolutamente sereno, e attendo con tranquillità l’esito di questa vicenda, dove sarà dimostrata la mia buona fede e la mia onestà intellettuale e morale, ancora una volta. Per questa“querelle”, come Capogruppo, sono finito in prima pagina su un quotidiano nazionale con la fotografia per più di un mese, tutti i giorni, come l’ultimo dei delinquenti. La mia famiglia mi ha insegnato che tra i valori fondamentali di un uomo, insieme a Dio, Patria e Famiglia,viene l’Onestà. E io sono sicuro, conclude il capogruppo di Forza Italia, di avere nel mio D.n.a. i germi di questo lascito morale”.
Genova, 9.04.2015