Blog di Marco Melgrati - Presidente Gruppo Forza Italia Regione Liguria - Vice Coordinatore F.I. Liguria Responsabile Club Forza Silvio-Forza Italia
venerdì 13 dicembre 2013
giovedì 12 dicembre 2013
Regione/Ospedale Evangelico di Voltri: il Ministero della Salute stila la Lista degli Ospedali sotto i120 posti da chiudere in Italia. In Liguria vogliono chiudere l’Ospedale Evangelico di Voltri (108 posti letto).
Melgrati e Rosso scrivono ai Parlamentari liguri e dichiarano: “presentata interrogazione urgente in Regione circa le intenzioni della Giunta Regionale su questo provvedimento del Governo inserito nel “Patto della Salute””.
Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia in Regione e Matteo Rosso, vice presidente della Commissione Sanità della Regione scendono in campo a difesa dell’Ospedale Evangelico di Voltri e oltre ad aver presentato un’interrogazione urgente fanno sapere di aver scritto ai parlamentari liguri affinchè a Roma difendano questa importante struttura ospedaliera per la Liguria. Spiegano i due esponenti di Forza Italia “al Ministero della Salute esiste già la lista dei 175 ospedali in Italia con meno di 120 posti letto. Vengono definiti, in maniera indifferenziata, fonte di spreco e inefficienti. All’interno di questo elenco spicca, unico in Liguria, l’Ospedale Evangelico di Voltri, con 108 posti letto, di pochissimo inferiore ai 120 posti letto. Tutto questo mentre l’assessore regionale Rossi di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) esprime grande soddisfazione per “gli obiettivi raggiunti dall’ Evangelico di Voltri, con l'inaugurazione del reparto di radiologia dello stesso ospedale, un presidio oggi rafforzato, fondamentale per il ponente cittadino, che conferma come la scelta politica del trasferimento dell'Evangelico al San Carlo sia stata giusta”. Rossi quindi incita la Giunta a continuare su questa strada, arrivando al potenziamento del Pronto Soccorso,in modo da favorire il decongestionamento del Villa Scassi”.“Il Governo di sinistra – continuano i due consiglieri regionali di F.I. - guidato da Letta e dal P.D. pensa di chiudere quindi l'Evangelico di Voltri, perché uno spreco. Al di là e al di sopra delle valutazioni sulla funzione pubblica e sociale che questo ospedale ha avuto ed ha nel panorama dell’offerta sanitaria della città di Genova, chiediamo che il Presidente Burlando e l’assessore Montaldo si esprimano preventivamente sulla ipotesi espressa dalla presenza dell’Ospedale Evangelico in questa lista, che se approvata in toto cancellerebbe una eccellenza della offerta sanitaria genovese. Dopo la chiusura di Pronto Soccorso in zone disagiate, e pensiamo per esempio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cairo, qualcuno ipotizza di chiudere gli “Ospedaletti dello spreco”, equiparando tutti gli ospedali ad una ipotesi di realtà che non è sicuramente quella dell’Evangelico di Voltri”.
“Il Ministero della Salute attende il via libera da Governo e Regione per inserire questo provvedimento nel patto della Salute. Ci risulterebbe che il Ministro Lorenzin voglia siglare questo “patto”, scellerato per la Liguria, con le Regioni prima di Natale, per poi inviarlo alla Gazzetta Ufficiale sotto forma di decreto. Chiediamo con questa interrogazione una forte presa di posizione del Presidente Burlando e dell’Assessore Montaldo contro la chiusura di questo ospedale Ligure, l’Evangelico di Voltri, in ogni sede ed a ogni tavolo, dalla conferenza Stato-Regioni alle trattative dirette con il Governo. Non vorremmo che questo provvedimento fosse la scusa per la Giunta di sinistra-centro della Regione Liguria”
Melgrati e Rosso infine concludono: “Ministro Beatrice Lorenzin, giù le mani dall’Ospedale Evangelico!”.
Genova,19/12/2013
mercoledì 11 dicembre 2013
Approvata in commissione la proroga del piano casa al 30 giugno del 2015: dovrà essere confermata in Consiglio regionale
Melgrati e Morgillo: “indegna gazzarra nella maggioranza che ha ripreso le sceneggiate già accadute ieri in ufficio di presidenza integrato”. Maggioranza spaccata sul piano casa.
Oggi pomeriggio nella I e VI commissione convocate in maniera congiunta si è consumato l’ennesimo strappo tra la maggioranza di centrosinistra e la posizione del consigliere regionale Giacomo Conti dell’ultra sinistra radicale sulla proroga del piano casa. Già ieri nell’ufficio di presidenza integrato si erano avute le avvisaglie di questo scontro infatti era stato sottoposto all’attenzione dei capigruppo un disegno di legge che prevedeva la sola proroga del piano casa in maniera da evitare che il compagno Conti esprimesse un disaccordo sulla totalità della finanziaria regionale e o sul collegato che contiene la norma di proroga del Piano Casa.Fino all’ultimo- prosegue Melgrati- la maggioranza di sinistra centro ha cercato degli escamotage per salvare l’accordo politico tra il rappresentante di federazione della sinistra e il resto dell’allegra compagnia, fino ad arrivare all’improponibile proposta di inserire una data nel collegato (il 31 marzo 2014), per poi approvare un disegno di legge specifico di proroga del piano casa. Abbiamo assistito a un teatrino dell’improbabile nell’ulteriore tentativo di tenere insieme una maggioranza che ogni volta sui temi importanti e soprattutto su sviluppo ed edilizia perde i pezzi.
Come gruppo di Forza Italia siamo soddisfatti dell’approvazione all’unanimità meno due di questo provvedimento in commissione; infatti il consigliere Siri si è astenuto e il consigliere Conti ha votato contro.
È un provvedimento che, in un momento di grave difficoltà del comparto dell’edilizia, consegna agli operatori del settore una speranza e un’opportunità di lavoro. Siamo oltremodo contenti- concludono gli esponenti del gruppo FI- perché è da maggio che sollecitiamo, come gruppo, l’Assessore Cascino per la proroga di questo provvedimento fortemente voluto a livello nazionale dal nostro leader politico Silvio Berlusconi quando era presidente del consiglio.
Genova,11/12/2013
Domani mattina alle ore 9:30 TELENORD
Regione: modifica legge sottotetti. Presentato in Commissione VI il Disegno di Legge
Il Gruppo di Forza Italia, con Melgrati, Scajola e Bagnasco, ha espresso pregiudiziali alla continuazione dell’iter del provvedimento in Commissione.
Immediatamente dopo la presentazione da parte dell’Assessore Cascino delle linee guida e dalla filosofia che ha ispirato questo Disegno di Legge di modifica della Legge regionale 24 del 2001, detta Legge dei Sottotetti, una ottima legge approvata dalla Giunta di centro destra di Biasotti, che non consuma territorio rispondendo alle esigenze abitative dei cittadini liguri, gli esponenti in VI Commissione del Gruppo consiliare di Forza Italia Melgrati, Scajola e Bagnasco hanno posto delle pregiudiziali alla continuazione dell’iter in Commissione.
Spiegano i tre esponenti di Forza Italia: “la prima pregiudiziale è che essendo stata fissata l’udienza presso la Corte Costituzionale il 12 febbraio del 2014, il buon senso vorrebbe che si attendesse questa data e la decisione dei Giudici per prendere decisioni in merito a questa normativa impugnata dalla Procura della repubblica di Savona.La seconda pregiudiziale è quella che questa legge è in vigore, simile o identica o in alcuni casi ancora più estensiva, nelle principali regioni italiane, e non si capisce per qual motivo dovrebbe essere dichiarata incostituzionale in Liguria ed invece essere operante per esempio in Piemonte, Lombardia, Veneto,Emilia Romagna, Lazio ecc.
Laterza pregiudiziale deriva dal fatto che il modesto incremento in ampliamento che è disciplinato dalla legge regionale 16 e sue modificazioni pari al 20%, che nella bozza del Disegno di Legge è previsto al 10%, ma che il Cal (Consiglio Autonomie Locali) ha proposto di emendare fino al 20% facendolo coincidere con la percentuale della legge n.16, di fatto non mette al riparo da eventuali contestazioni del Tribunale Amministrativo Regionale, Tar. Infatti i rilievi del Tar Liguria derivano dal fatto che il Testo Unico Nazionale agli articoli 1 e 3 preveda qualsiasi ampliamento del volume e della sagoma come nuova costruzione.Il Decreto del Fare recentemente approvato ha eliminato il vincolo della sagoma mantenendo però quello del volume in particolare nella sostituzione edilizia.Ma l’art. 1 e 3 del Testo Unico confliggono con l’art. 10 della stessa norma che prevede nelle ristrutturazioni il “ modesto incremento”. E allora non essendo quantificato il “modesto incremento” dalla normativa nazionale qualunque percentuale indicata, ancorché inferiore o uguale al 20% previsto dalla legge 16 potrebbe essere interpretato come superiore al “ modesto incremento””. Melgrati ha sottolineato che sarebbe sufficiente integrare la legge esistente con la quota percentuale massima di incremento prevista dalla legge regionale n. 16 come limite per la ristrutturazione edilizia e cioè il 20%
Il Capogruppo di Forza Italia inoltre in Commissione ha ribadito che “il comportamento di alcuni funzionari che non licenziano ad oggi progetti di sottotetti ai sensi della legge 24 del 2001 che è in vigore, sulla base dell’impugnativa alla Corte Costituzionale o in attesa della modifica della normativa regionale o addirittura sulla scorta di sentenze del Tar che sono specifiche per casi che non riguardano la generalità degli interventi, è illegittimo, contra legem e configura il reato di abuso di ufficio”.
In conclusione Melgrati, Scajola e Bagnasco dichiarano: “ abbiamo apprezzato l’intervento del Capogruppo del Pd Miceli che ha concordato con noi di approfondire le modifiche proposte dalla Giunta regionale con audizioni, le più ampie possibili, a gennaio per arrivare ad attendere il verdetto della Corte Costituzionale previsto per i primi di febbraio e poi licenziare eventuali modifiche”.
Genova,11/12/2013
martedì 10 dicembre 2013
Interrogazione del Presidente del Gruppo di Forza Italia Marco Melgrati
Autorizzazione per cure fuori Regione e dato negativo della mobilità passiva in Liguria. Consiglio Regionale della Liguriadel 10.12.2013.
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione per conoscere«a quanto ammontino i risparmi dalle fughe in altre regioni, quanto gli stessi incidano sul bilancio della Sanità e i costi degli esami fuori Regione; a quanto ammontino i risparmi che avrebbero prodotto le soppressioni dei reparti di Ortopedia, Chirurgia dell’ospedale di Albenga e i pesanti ridimensionamenti,con la soppressione delle degenze di otorino-laringoiatra e oculistica, del pronto soccorso trasformato in punto di primo intervento dell’ospedale di Albenga».
Melgrati ha evidenziato che la facoltà di farsi curare dove si vuole è un diritto insopprimibile previsto dagli articoli 13, 22 e 117 della Costituzione quindi «l’introduzione della richiesta per l’autorizzazione preventiva per andare a farsi curare fuori regione viola, il diritto alla salute per il cittadino ed in Campania il Tar ha già bocciato questa prassi. Mi è stato segnalato - ha aggiunto - l’ennesimo caso di una persona che a metà di giugno ha avuto la necessità di eseguire una risonanza magnetica e, rivoltasi all’ospedale di Albenga, ha ottenuto l’appuntamento a fine settembre mentre a Fossano (CN) lo stesso esame è stato fissato dopo tre giorni e che, per un intervento di necrosi-coccigea, il paziente dopo un anno che attendeva risposta, ha deciso di farsi operare a Pavia». Secondo il consigliere basterebbe migliorare il servizio esistente e potenziare il personale addetto, per impedire il formarsi di liste di attesa che inducono i pazienti a effettuare esami e farsi operare fuori regione,«Prendiamo esempio dal Veneto – ha detto – dove gli ospedali sono aperti anche la sera».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «Il tema delle fughe è delicato e complesso.In Liguria continuiamo ad avere un saldo negativo nella mobilità sanitaria. Tuttavia è calata per un milione di euro la mobilità verso le altre regioni. Questo risultato lo si è ottenuto nell’attività ospedaliera ed è un primo segnale anche del lavoro messo in atto, fra l’altro, nel centro specialistico di ortopedia di Albenga, che ha realizzato un volume di attività di 8 milioni di euro nel 2012. L’abbattimento dei livelli di mobilità passiva è significativo del fatto che i tempi di attesa stanno calando in tutta l’area savonese e imperiese. Molto c’è ancora da fare: in campi come la diagnostica nelle aree spezzina, savonese e imperiese è ancora vistosa la migrazione verso le regioni vicine. In entrambi i casi, sia in Piemonte che in Toscana, le prestazioni hanno tempistiche molto più rapide rispetto alle nostre.Addirittura, ormai, assistiamo a una campagna di accaparramento dei pazienti da parte di altre regioni: occorre una politica di moralizzazione in questo campo.L’altro problema è che spesso i nostri medici quando prescrivono visite e analisi non segnalano se sono urgenti, differibili o programmabili. Nel trattamento delle urgenze, infine, siamo competitivi mentre dobbiamo recuperare parecchio nei tempi previsti per le visite programmabili anche se comunque i nostri tempi rientrano nella norma di legge». Riguardo all’ipotesi di aprire i servizi anche di notte, Montaldo ha replicato: «E’ facile dire: assumiamo e teniamo aperto di notte, poi bisogna fare i conti con le risorse economiche e umane disponibili. A Sanremo e Imperia abbiamo autorizzato l’assunzione di cardiologi e tecnici di radiologia che erano indispensabili, in molti altri casi dobbiamo utilizzare meglio le strutture delle Asl vicine. Spero che nel 2014 riusciremo a rompere la logica dei fortini e molte rigidità nelle gestioni aziendali».
Marco Melgrati si è dichiarato insoddisfatto della risposta: «Ha del miracoloso che l’assessore mi dia ragione sulle fughe, ma non sono soddisfatto ugualmente della risposta: se i tempi dei nostri servizi rientrano nelle norme vuol dire che le norme sono da cambiare. E’ paradossale: la vostra amministrazione sta avvantaggiando il servizio privato a scapito di quello pubblico. Abbiamo un livello di Sanità come nel Burundi. Se questo è il livello possiamo chiudere baracca e burattini».
Melgrati ha evidenziato che la facoltà di farsi curare dove si vuole è un diritto insopprimibile previsto dagli articoli 13, 22 e 117 della Costituzione quindi «l’introduzione della richiesta per l’autorizzazione preventiva per andare a farsi curare fuori regione viola, il diritto alla salute per il cittadino ed in Campania il Tar ha già bocciato questa prassi. Mi è stato segnalato - ha aggiunto - l’ennesimo caso di una persona che a metà di giugno ha avuto la necessità di eseguire una risonanza magnetica e, rivoltasi all’ospedale di Albenga, ha ottenuto l’appuntamento a fine settembre mentre a Fossano (CN) lo stesso esame è stato fissato dopo tre giorni e che, per un intervento di necrosi-coccigea, il paziente dopo un anno che attendeva risposta, ha deciso di farsi operare a Pavia». Secondo il consigliere basterebbe migliorare il servizio esistente e potenziare il personale addetto, per impedire il formarsi di liste di attesa che inducono i pazienti a effettuare esami e farsi operare fuori regione,«Prendiamo esempio dal Veneto – ha detto – dove gli ospedali sono aperti anche la sera».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «Il tema delle fughe è delicato e complesso.In Liguria continuiamo ad avere un saldo negativo nella mobilità sanitaria. Tuttavia è calata per un milione di euro la mobilità verso le altre regioni. Questo risultato lo si è ottenuto nell’attività ospedaliera ed è un primo segnale anche del lavoro messo in atto, fra l’altro, nel centro specialistico di ortopedia di Albenga, che ha realizzato un volume di attività di 8 milioni di euro nel 2012. L’abbattimento dei livelli di mobilità passiva è significativo del fatto che i tempi di attesa stanno calando in tutta l’area savonese e imperiese. Molto c’è ancora da fare: in campi come la diagnostica nelle aree spezzina, savonese e imperiese è ancora vistosa la migrazione verso le regioni vicine. In entrambi i casi, sia in Piemonte che in Toscana, le prestazioni hanno tempistiche molto più rapide rispetto alle nostre.Addirittura, ormai, assistiamo a una campagna di accaparramento dei pazienti da parte di altre regioni: occorre una politica di moralizzazione in questo campo.L’altro problema è che spesso i nostri medici quando prescrivono visite e analisi non segnalano se sono urgenti, differibili o programmabili. Nel trattamento delle urgenze, infine, siamo competitivi mentre dobbiamo recuperare parecchio nei tempi previsti per le visite programmabili anche se comunque i nostri tempi rientrano nella norma di legge». Riguardo all’ipotesi di aprire i servizi anche di notte, Montaldo ha replicato: «E’ facile dire: assumiamo e teniamo aperto di notte, poi bisogna fare i conti con le risorse economiche e umane disponibili. A Sanremo e Imperia abbiamo autorizzato l’assunzione di cardiologi e tecnici di radiologia che erano indispensabili, in molti altri casi dobbiamo utilizzare meglio le strutture delle Asl vicine. Spero che nel 2014 riusciremo a rompere la logica dei fortini e molte rigidità nelle gestioni aziendali».
Marco Melgrati si è dichiarato insoddisfatto della risposta: «Ha del miracoloso che l’assessore mi dia ragione sulle fughe, ma non sono soddisfatto ugualmente della risposta: se i tempi dei nostri servizi rientrano nelle norme vuol dire che le norme sono da cambiare. E’ paradossale: la vostra amministrazione sta avvantaggiando il servizio privato a scapito di quello pubblico. Abbiamo un livello di Sanità come nel Burundi. Se questo è il livello possiamo chiudere baracca e burattini».
Questa mattina in Consiglio Regionale, diretta su Telenord, il Consigliere Regionale Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia
dalle ore 10 in poi, discuterà le seguenti Interrogazioni a risposta immediata a Sua firma:
Iri 940 Sull'occupazione abusiva dell'ex ospedale "Val d'Olivo" di Alassio di proprietà della Regione Liguria.
Iri 967 Sull'inserimento dell'autorizzazione preventiva per potersi curare fuori regione e sul dato negativo della mobilità passiva in Liguria.
Iri 1115 Sulla difficoltà a recepire il segnale del digitale terrestre su una vasta zona del Ponente ligure.

Iri 967 Sull'inserimento dell'autorizzazione preventiva per potersi curare fuori regione e sul dato negativo della mobilità passiva in Liguria.
Iri 1115 Sulla difficoltà a recepire il segnale del digitale terrestre su una vasta zona del Ponente ligure.

lunedì 9 dicembre 2013
Canoni Balneari: audizione dei rappresentanti di categoria nelle commissioni consiliari congiunte II e VI.
Presentato l’emendamento dei gruppi di minoranza che prevede un aumento di canone del 25%come la Regione Toscana.
Pensare che la Liguria,da sempre Regione Capofila nelle battaglie a livello nazionale a favore degli operatori balneari, diventi un esempio in negativo per tutte le altre Regioni d’Italiacon l’incremento esponenziale della quota del canone che viene devoluto allaRegione del 100% rispetto al 10% pagato oggi.L’emendamento presentato in Commissione dai gruppi di minoranza, approvata anche dairappresentanti di tutte le sigle sindacali dei Balneari, prevede il passaggio dal 10% al 25%.
Nell’emendamento sarà fissato e stabilito che come base imponibile, oltre all’incremento dovuto per legge dell’incremento ISTAT, venga preso il gettito relativo alla imposta nazionale per l’anno 2013. L’eventuale incremento per i successivi esercizi non otrà essere maggiore, in termini assoluti, all’incremento del Pil Regionale.
Lo comunicano i consiglieri di minoranza presenti in Commissione Melgrati, Morgillo, Bagnasco, Rocca,Garibaldi, Bruzzone.
Da una parte della maggioranza, in maniera conflittuale, e da tutta la minoranza è emersa lanecessità di uno stralcio di questo provvedimento dalla Finanziaria e l’opportunità di creare un Disegno di Legge autonomo, con un suo iter, che potrà scavalcare l’anno,e attendere la modifica definitiva delle aliquote dei canoni demaniali da parte del Governo nazionale.
Genova, 09.12.2013
ASL 3 Genova Fiumara ufficio protesi: il disabile che ha in dotazione il “materasso antidecubito” non può avere in dotazione la carrozzella
Presentata Interrogazione urgente dal Presidente del gruppo di Forza Italia in Regione Marco Melgrati e del vice presidente della commissione sanità della Regione Matteo Rosso.
Melgrati e Rosso: vergognoso! La motivazione è che se il disabile ammalato a letto non può muoversi!
“Abbiamo ricevuto la segnalazione di un utente genovese, che ha il padre allettato a casa, e ha ottenuto dalla Asl 3 genovese il materasso da decubito. Lo stesso si è recato presso gli uffici dell’ASL 3 Genova Fiumara, in particolare all’ufficio protesi, per fare richiesta di una “carrozzina”, per consentire al proprio padre di essere spostato per “l’ora d’aria”, all’aperto o anche solo sul balcone dell’abitazione, ovviamente accompagnato dal figlio; il solerte incaricato ha fatto presente a questa persona che, per una disposizione di legge (ma quale) e una consuetudine in vigore presso l’Asl 3, un paziente che ha il materasso da decubito non può avere la carrozzina… incredibile!!!”.
Così commentano la notizia i consiglieri regionali di Forza Italia Marco Melgrati e Matteo Rosso, rispettivamente capogruppo di Forza Italia in Regione e vice presidente della Commissione sanità della Regione, che continuano: “la motivazione consiste nel fatto che chi e' a letto non può muoversi!!! Quindi, in buona sostanza se il figlio cerca di prevenire le piaghe da decubito del proprio padre prima che esse insorgono non ha il diritto di fare prendere un ora di aria a Suo padre perché la Asl 3 non gli passa la carrozzina, oppure deve, nonostante sia un Suo diritto averla a spese del servizio sanitario nazionale (e quindi Regionale) comprarsela!!!”
“Abbiamo presentato immediatamente interrogazione a risposta urgente, riservandoci di rivelare in privato all’assessore il nome del cittadino genovese, ma ritengo che questo sia un diritto di tutti, e se esiste una tale norma/consuetudine, il governatore Claudio Burlando e l’assessore Claudio Montaldo devono immediatamente dare disposizioni perché questa assurda norma sia cancellata, non solo per questo utente ma per tutti! Non sono con questi risparmi che si interviene sui bilanci della sanità, e invece di dare i premi produzione ai Direttori Generali(ma per cosa poi, che creano da anni buchi al bilancio della sanità) investiamo sulla salute e sui servizi ai cittadini!”, concludono i consiglieri regionali Marco Melgrati e Matteo Rosso.
Genova, 09.12.2013
“Abbiamo ricevuto la segnalazione di un utente genovese, che ha il padre allettato a casa, e ha ottenuto dalla Asl 3 genovese il materasso da decubito. Lo stesso si è recato presso gli uffici dell’ASL 3 Genova Fiumara, in particolare all’ufficio protesi, per fare richiesta di una “carrozzina”, per consentire al proprio padre di essere spostato per “l’ora d’aria”, all’aperto o anche solo sul balcone dell’abitazione, ovviamente accompagnato dal figlio; il solerte incaricato ha fatto presente a questa persona che, per una disposizione di legge (ma quale) e una consuetudine in vigore presso l’Asl 3, un paziente che ha il materasso da decubito non può avere la carrozzina… incredibile!!!”.
Così commentano la notizia i consiglieri regionali di Forza Italia Marco Melgrati e Matteo Rosso, rispettivamente capogruppo di Forza Italia in Regione e vice presidente della Commissione sanità della Regione, che continuano: “la motivazione consiste nel fatto che chi e' a letto non può muoversi!!! Quindi, in buona sostanza se il figlio cerca di prevenire le piaghe da decubito del proprio padre prima che esse insorgono non ha il diritto di fare prendere un ora di aria a Suo padre perché la Asl 3 non gli passa la carrozzina, oppure deve, nonostante sia un Suo diritto averla a spese del servizio sanitario nazionale (e quindi Regionale) comprarsela!!!”
“Abbiamo presentato immediatamente interrogazione a risposta urgente, riservandoci di rivelare in privato all’assessore il nome del cittadino genovese, ma ritengo che questo sia un diritto di tutti, e se esiste una tale norma/consuetudine, il governatore Claudio Burlando e l’assessore Claudio Montaldo devono immediatamente dare disposizioni perché questa assurda norma sia cancellata, non solo per questo utente ma per tutti! Non sono con questi risparmi che si interviene sui bilanci della sanità, e invece di dare i premi produzione ai Direttori Generali(ma per cosa poi, che creano da anni buchi al bilancio della sanità) investiamo sulla salute e sui servizi ai cittadini!”, concludono i consiglieri regionali Marco Melgrati e Matteo Rosso.Genova, 09.12.2013
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