mercoledì 8 aprile 2015

Regionali, Giovanni Toti lancia la campagna elettorale: “Coalizione ampia per mandare a casa la sinistra”

“La Liguria deve tornare ad essere un giardino fiorito, ora è semplicemente sepolta sotto una colata di fango e detriti”. Così Giovanni Toti, candidato presidente del centro centrodestra per le elezioni regionali, lancia la sua campagna elettorale.
“Diversamente da quanto sento dire in giro io in questa regione – replica Toti – abito dal 2001 e credo che una quindicina di anni dovrebbero bastare per acquisire la cittadinanza ligure. E d’altronde Paita conosce molto bene il territorio ma ovunque sia stata ha fatto solo grandi danni. Lei e Burlando in 10 anni hanno portato crisi, disoccupazione, sanità che non funziona e dissesto idrogeologico. Tutto sommato credo di partire in vantaggio”.
cronaca

Oltre alle urne, per Toti sul cammino della vittoria si frappone anche una coalizione i cui contorni non sono ancora ben definiti. “Siamo qui per vincere, non per limitarci a concorrere. Crediamo di poterlo fare e ci auguriamo che tutte le forze del centro destra collaborino, perché chiunque non lo facesse si assumerebbe la responsabilità di non consentire l’alternanza. La coalizione deve essere la più vasta possibile tra chi si riconosce nei valori del centrodestra, credo che tutte le liste civiche nate in questo periodo possono trovare da noi una casa accogliente”.
In concreto sì ad Area Popolare e anche a Fratelli d’Italia (“mi auguro l’accordo arrivi ad ore”). Rimane però aperta la questione Ncd. “Con loro qui la situazione è un po’ compromessa, detto questo mi piacerebbe averli con noi, ma bisogna ragionarne con Salvini e Fratelli d’Italia. E’ un tema che affronteremo nelle prossime ore”.
Ci sono infine le liste a comporre e l’inchiesta spese pazze. “Rispetto agli indagati – è la linea di Toti – mi muoverò con buon senso senza farmi dettare dagli avvisi di garanzia. Credo che ci siano persone finite dentro questo scandalo in modo non solo inconsapevole ma anche benemerito per come hanno speso i loro soldi, altri no. Non ci sono insomma preclusioni per chi è indagato”. 
VAI AL VIDEO ---> http://www.ivg.it/2015/04/regionali-giovanni-toti-lancia-la-campagna-elettorale-coalizione-ampia-per-mandare-a-casa-la-sinistra/

In sede a Genova con Giovanni Toti candidato Presidente per la coalizione di centro-destra in Liguria


 

domenica 5 aprile 2015

Rassegna Stampa di oggi...

sabato 4 aprile 2015

Marco Melgrati capogruppo di Forza Italia: Cooperative rosse vicine al PD nella bufera. Ma la Cpl Concordia Distribuzione non è la stessa cooperativa che in Liguria è affidataria dell'appalto calore degli Ospedali dell’Asl 2 Savona.

Melgrati (Forza Italia): la speranza è che il sistematico metodo che ha portato agli arresti per mazzette ad Ischia non sia applicato anche in Liguria.

Dopo l’inchiesta Mafia Capitale, sulle tangenti pagate dalle cooperative rosse a Roma per assicurarsi appalti del Comune, ecco che la Magistratura ha scoperchiato un’altra pentola legata al mondo della cooperazione targata Partito Democratico a Ischia. E’ infatti conclamato che le Cooperative rosse dipendono a doppio filo dal Partito Democratico, di cui ne sono sponsor e foraggiatrici soprattutto in campagna elettorale, rastrellando il voto al PD facendo leva sul fatto occupazionale ai dipendenti. Sarebbe interessante che la Magistratura indagasse sui contributi in campagna elettorale che vengono erogati dalle varie cooperative a esponenti del mondo politico Ligure… per carità, tutto legittimo, registrato e alla luce del sole, ma tantè… A preoccupare ulteriormente sono i contatti con la nostra Regione. Infatti il presidente del Cda della Cpl Concordia Distribuzione, Maurizio Rinaldi, è stato arrestato dai Carabinieri nella sua seconda casa a Spotorno. Ricordiamo i dubbi che aveva già espresso il vice-Presidente del Consiglio Regionale Gino Morgillo di Forza Italia in una interrogazione a risposta scritta del 4/4/2013, dove evidenziava che la Giunta regionale, con argomento n. 4 del 11 gennaio 2008, decideva di procedere con le azioni necessarie alla revisione del contratto di appalto per la gestione integrata del sistema energetico delle Aziende e degli Enti Sanitari liguri ritenuto eccessivamente oneroso e chiedendo all’appaltatore di sottoscrivere un atto aggiuntivo al Capitolato Speciale di Appalto; successivamente, l’appaltatore aveva sottoscritto ed accettato la rimodulazione del contratto originario con i relativi allegati tecnici; l’atto aggiuntivo del capitolato d’appalto, che costituisce parte integrale della rimodulazione del contratto iniziale, tra le altre cose prevede che: “La Regione e l’assuntore del contratto si impegnano ad effettuare congiuntamente ogni due anni la verifica dell’esecuzione del contratto e dei suoi effetti funzionali, gestionali ed economici finanziari”; Morgillo chiedeva di conoscere gli esiti della verifica dell’esecuzione del contratto e dei suoi effetti funzionali, gestionali ed economico finanziari e per conoscere i dati e le informative relative alla verifica del periodo 2008 - 2010 e quella del 2010–2012”. Questa interrogazione non mi risulta mai discussa in Consiglio Regionale…Chi si era aggiudicato l’appalto-calore in Liguria è MICENES, un consorzio che raggruppa: SIRAM, GESTA e CPL CONCORDIA le quali si sono spartite la Liguria nella gestione calore,
CPL Concordia gestisce gli Ospedali savonesi. Morale: paghiamo come al solito altri per fare quello che facevano prima in casa spendendo meno. Praticamente i dipendenti ASL che prima svolgevano questo lavoro sono stati assunti in comando funzionale dalla CPL, cioè li paga ASL  ma li comanda CPL...  Un poco come se prestassimo la nostra colf a terzi per svolgere le mansioni di casa a CASA NOSTRA, dietro il pagamento di un compenso, per spendere alla fine di più di quanto non spendessimo prima Dire che è un paradosso è un eufemismo per non dire altro.... Ma bisogna pur mantenere le cooperative in questo sistema fallato di liberismo maldestro e solo di facciata, o no? Le cooperative abbiamo letto del giro di affari miliardario della Cpl Concordia Distribuzione) in genere, potendo contare su sgravi fiscali IRPEF IVA IRAP e contributivi, dato che possono permettersi di competere sul mercato a condizioni che gli imprenditori non possono sopportare, operano concorrenza sleale a all'imprenditoria normale che Cooperative non sono. Sovvengono quindi le gare d'appalto vinte dalle cooperative con ribassi inarrivabili per gli imprenditori “normali”. E  tanto per citare un esempio concreto, come mai la tutte le gare d'appalto per le gestioni delle RSA sono state vinte dalle cooperative? Peraltro, questo regime fiscale e contributivo agevolato, unito al fatto che ai soci lavoratori (non sono dipendenti... con tutte le mancate tutele del caso) vengono corrisposti mediamente salari e stipendi inferiori di fatto viene mantenuto dallo Stato e quindi da tutti noi cittadini. Di fatto il concetto, la “mission” di queste Cooperative, nate con un preciso scopo di assistenza mutua degli iscritti, è stato stravolto, trasformandole, come nel caso della Cpl Concordia Distribuzione, in vere e proprie holding del business…con buona pace dello spirito primigenio! Ma ovviamente, pur essendo fiduciosi nella Magistratura che ha iniziato a scoperchiare il pentolone del mondo cosiddetto cooperativo, nutriamo forti dubbi circa un attesa regolamentazione da parte del Governo e soprattutto del partito di Governo che ha fortemente voluto e implementato in Italia l'economia di facciata basata sulle cooperative,  su un modello produttivo che per funzionare ha bisogno dell'aiutino dello Stato, un modello di sviluppo discutibile e che non porterà da nessuna parte. Perché dobbiamo mantenerle noi queste cooperative????? Come in Emilia Romagna, notizia di oggi, dove la Coop Costruzioni, che ha lasciato a casa 200 dipendenti, e la Regione Emilia Romagna ha annunciato di destinare 10 milioni di euro per ammortizzatori sociali, corsi di formazione e incentivi per la riassunzione degli over 50. E per i lavoratori dell’edilizia delle imprese private NIENTE!!! Figli di un Dio minore o comunque non del PD… In pratica, conclude il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, quell'appalto ci costa di più che a gestire “in house” la cosa... e allora qualche sospetto più che lecito ci arrovella la mente…  

Genova, 04.04.2015

venerdì 3 aprile 2015

giovedì 2 aprile 2015

Marco Melgrati a Radio Onda Ligure 101





Si torna a parlare di Sanità, a farlo, ai microfoni di Radio Onda Lugire 101, Marco Melgrati Consigliere Regionale di Forza Italia che ha condotto numerose battaglie in questo ambito, diverse delle quali vinte peraltro.
Una di queste duella sull’emodinamica tema sul quale oggi c’è una importante novità: a breve l’apertura effettiva del reparto h 24 grazie all’assunzione di un medico che presterà la propria attività fino a quando il bando non darà buon esito.
Afferma Melgrati “Ho portato avanti questa battaglia a fianco della Signora Ingrid Petani che ha perso suo marito per delle complicazioni derivanti dall’infarto subito e sul quale non si è intervenuti in tempi rapidi. Arrivati a Santa Corona qualche minuto dopo le 20,00 con un infarto in corso non si è potuto intervenire sul paziente perché il reparto era già chiuso. L’attesa per il medico del 118 e il trasporto a Savona, ma ormai era tardi, infatti in questi casi è fondamentale agire nella prima ora”.
 novità di oggi proprio quella della nuova assunzione “L’assunzione di un medico che presterà la propria opera nel reparto permetterà di tenerlo aperto h.24. Ciò è stato reso possibile grazie alla raccolta firme promossa da me e da tutti i comitati territoriali tra cui quello attivissimo di Borghetto. In Consiglio Regionale con le innumerevoli firme alla mano non si è potuto non approvare la delibera relativa a questo. – continua Melgrati  - Fosse anche solo l’unica battaglia da me condotta e vinta, e non è così, sarei comunque fiero di averla portata a termine”.
Non solo emodinamica ma anche Pediatria la seconda questione sulla quale grazie all’intervento del Consigliere Regionale si sta mobilitando la sensibilità pubblica e la raccolta firme “Stiamo raccogliendo le firme per salvare il reparto di pediatria al Santa Corona. Non è possibile che rimanga solo il Pronto Soccorso Pediatrico costringendo bambini e genitori dopo le 24 ore di osservazione a spostarsi verso Savona, dove per altro spesso non ci sono posti e rischiando, dunque, di dovere andare al Gaslini” afferma Melgrati.
Un sistema, quello sanitario in Liguria, tutto da rifare, o meglio da riorganizzare, insomma.
“Chi si è recato in un qualunque Pronto Soccorso Ligure o anche solo chi ha dovuto prenotare una visita negli ultimi 5 anni, non potrà sicuramente votare per il PD e per Raffaella Paita. Io mi sono sempre battuto su questo tema e l’ho studiato a fondo, del resto l’80% delle risorse regionali vanno proprio in Sanità, ma fino a quando non si metterà concretamente mano nell’organizzazione e fino a quando il60% del personale sanitario sarà amministrativo e solo il 40% composto da medici e infermieri le cose non cambieranno. Le percentuali dovrebbero senza dubbio essere invertite e si dovrebbero portare avanti progetti in modo concreto ed efficiente”.
Conclude con un riferimento all’accordo firmato dal Sindaco di Pietra Ligure “Valeriani ha firmato un accordo riguardante il Santa Corona, ma non c’è nessun Piano Industriale sullo stesso. Fino a che non c’è questo si tratta solo di parole al vento, senza contare che il sindaco pietrese ha affermato che ci sarebbe già una commissione al lavoro per questo, beh a me non risulta”.

Ora in onda su Radio Onda Ligure 101 a parlare di Sanità scuola politica e elezioni regionali ...



Piano dei rifiuti. Marco Melgrati: “Puntare al 65% della raccolta differenziata senza dare risorse ai Comuni è un’utopia. Il ciclo si chiude con gli inceneritori di Piemonte e Lombardia. A quali costi per i Liguri?”


Un provvedimento arrivato in “zona Cesarini” con l’ultimo Consiglio Regionale della legislatura che testimonia il fallimento delle politiche sul Ciclo Integrato dei rifiuti di 10 anni della amministrazione di Sinistra di Burlando e del suo sbiadito clone Raffaella Paita.
“Basta leggere i nomi delle Cittadine che hanno raggiunto l’anno scorso il 65% della raccolta differenziata in Liguria (onore al merito, ma…); su 235 comuni liguri solo 11, tutti con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, Arnasco, Bogliasco, Garlenda, Levanto, Noli, Pietra Ligure, Pieve Ligure, Recco, San Giacomo, Tovo, Vendone,Villanova d’Albenga, per accorgersi della velleità di questo piano dei Rifiuti approvato dalla maggioranza di Sinistra in Regione, che non risponde alle esigenze dei cittadini e del territorio”. Questa è la denuncia del capogruppodi Forza Italia Marco Melgrati, che continua: “Genova, che rappresenta quasi il50% della popolazione ligure, supera appena il 30%, e non ha la raccolta porta a porta, quindi non è suscettibile di miglioramento”
 “Lo stesso quasi ex Presidente della Giunta Regionale Claudio Burlando – continua il Capogruppo di Forza Italia - ha evidenziato quali criticità di natura territoriale, tecnica,funzionale ed economica abbiano ad oggi condizionato in Liguria l'applicazione dei sistemi organizzativi per la raccolta differenziata e la loro evoluzione verso gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale ed europea. Rileva la scarsa funzionalità dell'ATO, organismo al quale la Regione  ha attribuito compiti di attuazione della pianificazione di settore, registrata con particolare riguardo nell'individuazione di aree perla realizzazione degli impianti finalizzati alle attività di recupero. La principale criticità del sistema gestionale è infatti rappresentata dalla carenza (assenza totale ndr) di risorse infrastrutturali per il trattamento della frazione organica che percentualmente rappresenta quella più significativa del rifiuto prodotto. In Liguria non esiste un impianto specificamente dedicato al recupero della frazione organica. E il Piano dei Rifiuti di recentissima approvazione prevede, in teoria, impianti di pretrattamento del rifiuto, obbligatori per poter riaprire le discariche oggi chiuse. Peccato che non dice con che progetti, dove, quando e con che finanziamenti verranno realizzati questi impianti”.
“In più – spiega Melgrati-  non prevede un impianto di trattamento finale, per chiudere il ciclo dei rifiuti, ma lascia aperta la porta a “trasportare”il rifiuto finale agli inceneritori del nord Italia… con che costi per i cittadini Liguri??? Più di 150 euro a tonnellata, che vanno a sommarsi ai costi di raccolta… Senza contare la “faccia di tolla” dei compagni del PD,che rifiutano ideologicamente e aprioristicamente (dopo aver buttato al vento i denari per lo studio targato Pericu) l’impianto di termovalorizzazione (e rifiutano di prendere in considerazione alternative esistenti in altre realtà come la Pirogassificazione, a impatto ambientale ZERO), ma dichiarano bellamente di chiudere il ciclo con i termovalorizzatori di Piemonte e Lombardia. Della serie: bruciamo pure (chissenefrega) ma a casa d’altri!”
L’esponente di Forza Italia prosegue: “personalmente sono favorevole a differenziare, anche se la strada dell’educazione ambientale e della responsabilità per i Liguri è ancora lunga da percorrere… ci vogliono campagne intense di sensibilizzazione, a cominciare dalle scuole primarie e secondarie. Sono altre sì contrario al metodo coercitivo della raccolta PORTA-A-PORTA(laddove esiste) con cui stanno sottomettendo i cittadini obbligandoli a lavorare per differenziare e ora anche a subire il disagio della raccolta/conservazione / conferimento del rifiuto differenziato tre volte la settimana con notevole ulteriore aggravio in termini di impegno e organizzazione della propria vita senza un vantaggio economico immediato. Per non parlare dell’aumento di costi di appalto, che gravano sui Comuni e quindi sui cittadini…Oltre a differenziar e conferire, infatti le tasse a carico dei cittadini per il servizio non scendono. La morale dovrebbe essere che ai cittadini si chieda o di pagare le tasse o di differenziare ma non tutte e due!”
“Inoltre devo osservare che le tasse in realtà non sono correttamente applicate. La TARI infatti si presenta come una tassa ma in realtà è un imposta avendo una base imponibile catastale. Si, incredibilmente catastale. In realtà si tratta di un imposta patrimoniale immobiliare camuffata da tassa, come del resto la Tasi, imposte patrimoniali tutte sulla casa e in questo caso sulla prima casa; nonostante Berlusconi le abbia abolite Letta le hare-introdotte e Renzi le ha applicate con la finanziaria 2014 introducendo TASI  e  TARI... vere e proprie gabelle sulla prima casa.  La solita e vecchia passione dei Kompagni per le imposte patrimoniali, conclude il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati,  uno degli ultimi retaggi ideologici comunisti che hanno conservato nel Loro DNA: l'avversione verso la proprietà’ privata (quella degli altri!)”, conclude Marco Melgrati.

Genova, 02.04.2015.

Rassegna Stampa di oggi...



martedì 31 marzo 2015

Ass.re Lorena Rambaudi, che fine ha fatto la proposta di Forza Italia su “Disciplina per la vita indipendente e autodeterminata di persone con handicap grave”?

Marco Melgrati (Forza Italia): Vogliamo un impegno forte da parte di tutti i candidati alla Presidenza della Regione per far approvare questo importante provvedimento. La legge esiste. Basta approvarla!

Con l’ultimo Consiglio Regionale si è svolta una maratona per approvare provvedimenti ritenuti“fondamentali” prima della scadenza del mandato, come il mutuo da 20 milioni di euro per fare marchette elettorali, o un improbabile “Piano dei Rifiuti”, ma di questa legge, proposta da Forza Italia, seppur messa a calendario, se ne sono perse le tracce. Lo fa sapere il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: a febbraio l’assessore Rambaudi, con una lettera, ci aveva fatto sapere che “condivideva per la quasi totalità i contenuti”, e ci  proponeva “una collaborazione al fine di migliorare gli atti amministrativi in elaborazione”, chiedendoci di “rinunciare al disegno di legge che per problema di metodo e non di merito mi porterebbe ad una posizione contraria e dare evidenza dei modi che riterremo opportuni della collaborazione fra Giunta e Consiglio nella sua interezza”. Al nostro rifiuto ad abbandonare la Legge, l’assessore Rambaudi di fatto affossava questa legge, impedendo che compisse il suo iter in Commissione e che venisse portata in Consiglio Regionale, proponendo una delibera che di fatto nega i diritti dei disabili gravi e dei familiari, i cosiddetti “Caregiver”, che già oggi assistono a casa i disabili gravi, senza copertura economico-finanziaria dalla Regione Liguria. Questo i familiari dei disabili lo devono sapere, prima di andare al voto delle Regionali.
Infatti oggi mentre chi è ricoverato ha diritto a un L.e.a.(livello essenziale di assistenza) perché assistito da personale infermieristico chi e a casa fino ad ora non poteva averlo perché per chi è in Rsa o in Rsd risponde il fondo sanitario nazionale mentre per chi e a casa risponde il fondo sociale (di cui rispondono i Comuni) che soldi non ne ha mai.Le delibere pilota per l'assistenza indiretta in Liguria sono la N° 226 del 1 marzo 2013 che prevedono l’erogazione degli assegni di cura per chi deve provvedere all'assunzione di un assistente familiare e che riconoscono un contributo forfettario ai familiari che si occupano direttamente delle persone affette da patologie o da handicap invalidanti e da non autosufficienza qualsiasi sia la loro età (compresi i minorenni) e la n° 862 del 15/07/2011;solo che, pur avendo adottato delibere per l'assistenza indiretta la REGIONE LIGURIA ha sempre negato gli assegni di cura perché li hanno sempre agganciati al comparto assistenziale che quindi e legato alla disponibilità finanziaria.
Per questo è necessaria la legge proposta dal gruppo di Forza Italia; capiamo che i numeri non sono altissimi, e quindi non può diventare (come non è diventata) una marchetta elettorale della sinistra, ma una volta per tutte bisogna dare una risposta a chi assiste a casa i propri familiari con disabilità grave e gravissima, per risolvere le difficoltà gravi che attanagliano le famiglie in un percorso così delicato che va sostenuto anche burocraticamente attraverso gli strumenti che la legge 162/98 prevede.
Altra cosa che appare chiara è che ancora una volta si è voluto, da parte della giunta di Sinistra, favorire il mondo della cooperazione, tradizionalmente legato alla sinistra, e che foraggia, direttamente e indirettamente, le campagne elettorali del Partito Democratico. Infatti si è favorito, sia con le iniziative del Governo di Renzi e compagni, sia con quelle della giunta di sinistra, i servizi delle cooperative, centri diurni, ricoveri di sollievo in RSA; i servizi per l'accesso e la presa in carico dalla rete assistenziale ( i carrozzoni in materia sono già ampiamente foraggiati ma non bastava); i servizi a carattere comunitario per la prima infanzia, quindi case famiglia e comunità;servizi a carattere residenziale per le fragilità , quindi Rsa e Istituti, favorendo di fatto Residenze assistite e cooperative. La nostra Legge per  l’assistenza domiciliare indiretta intende invece  che i soldi (con assegni di cura/servizio) vadano direttamente al disabile e non passino attraverso nessun tipo di mediazione che favorisca le cooperative, ma umilia il disabile e lo allontana dai parenti, fino alle aberrazioni che puntualmente emergono, scoperte dalla Magistratura anche di recente, con abusi e soprusi verso i disabili ricoverati, purtroppo!
Chiediamo ora,conclude il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, un forte impegno in primis dell’assessore Rambaudi, ricandidato dal PD, ma anche da tutti i candidati Presidenti nel Loro programma di governo, per realizzare questo percorso di civiltà e ridare dignità ai disabili gravi e gravissimi che scelgono di essere curati a casa dai propri familiari, come prescrive la legge statale 162/98 a sostegno delle persone disabili.
Genova 31.03.2015