sabato 21 marzo 2015

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Melgrati risponde al consigliere comunale di Cengio con delega a cultura e istruzione Daniela Olivieri

Melgrati: ero venuto a Cengio con l’intento di collaborare…probabilmente Sindaco e Giunta pensano di non avere bisogno…vedremo come, quando e se risolveranno questa grave situazione.




Cara Daniela Olivieri, la mia partecipazione al Consiglio Comunale di Cengio, peraltro come uditore tra il pubblico, non era null’altro che un tentativo di dare una mano all’Amministrazione, che da sola non credo possa trovare le risorse per sistemare nel più breve tempo possibile la scuola primaria e metterla in sicurezza. E se è vero come è vero che il mio interessamento, peraltro già manifestato con una interrogazione urgente in Consiglio Regionale all’assessore al Bilancio Rossetti, è stata sollecitata dagli esponenti dell’opposizione consiliare, è anche vero che ero venuto per parlare con il Sindaco e l’assessore competente per sapere se è già stata attivata la richiesta di contributo in Regione, e quindi agire da pungolo e sollecitarla, in un momento propizio fatto di marchette elettorali della Giunta Regionale, che poteva trovare il finanziamento per questa opera di risanamento della scuola. Quando mi chiamano in provincia io intervengo sempre, anche in tempi non sospetti, come sono intervenuto più volte, ho sfilato con i Sindaci e sono intervenuto dal palco per salvare l’apertura 24 ore su 24 del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cairo Montenotte, declassato a PPI.
Quello che mi ha sbalordito, e lo ripeto, è la mancanza di democrazia che questo Sindaco e questa giunta appoggiata dal Partito Democratico ha messo in campo, in un teatrino della politica purtroppo non inquadrato da un vero e proprio regolamento del Consiglio Comunale. Cara Consigliera, per chi come me ha fatto l’Assessore per 9 anni e il Sindaco per altri 9 in una città prestigiosa ma complicata come Alassio, vedere che, nonostante la partecipata riunione (la sala, peraltro grande e prestigiosa, strabordava di pubblico), non si è voluto nemmeno lasciare che il consigliere di opposizione Francesco Dotta arrivasse nelle Sue comunicazioni a introdurre l’argomento della scuola, atteso da tutto il pubblico, lascia l’amaro in bocca. Quando ero Sindaco lasciavo spazi ampissimi alla discussione, che veniva ripresa dalle telecamere di Imperia TV, anche se si finivano i Consigli Comunali alle 4 o alle 5 di mattina. E se ero convinto di aver ragione (quasi sempre) rispondevo colpo su colpo ai miei oppositori, sapendo che comunque non li avrei convinti, ma lasciavo il giudizio finale ai cittadini. Poteva essere l’occasione per un chiarimento, per raccontare lo stato dell’arte, per informare i molti cittadini accorsi a partecipare della vita amministrativa della Vostra cittadina, cosa a questi giorni rara. E invece il Sindaco ha fatto la figura del “coniglio” che non vuole affrontare i problemi, o che non sa. Vogliamo poi parlare della questione dello spostamento delle Poste, affrontato dal consigliere Dotta, e che oggi campeggiava  sulle pagine dei giornali locali dove le Poste rinunciano per ora alle chiusure, e il Sindaco di Spotorno ha promosso un incontro per il giorno 27 marzo, in cui sono stato invitato (come il Sindaco di Cengio), per fare fronte comune “in modo da far rilevare alle Poste Italiane che non siamo disposti a subire iniziative che ci vengono imposte dall’alto” queste le parole del Sindaco di Spotorno Gian Paolo Calvi ). Per non parlare di quel minimo di rispetto che dovreste portare ad un candidato Sindaco, Dotta, che per la Corte d’Appello ha vinto le elezioni, e che per un cavillo legale Vi consente di governare…stranezze all’italiana. E al Segretario Comunale consiglio, se non è prossimo alla pensione, di avere un po’ più di autorevolezza e di non farsi subornare da Sindaco e maggioranza. Frasi come “iniziate le già viste comiche finali, con urletti, strepiti e giugulari gonfie dei soliti attori” e altre sono di assoluto cattivo gusto e denotano grande insicurezza. E definire un consiglio Comunale, massima espressione della vita comunale “una banalità", qualunque sia l’argomento all’ordine del giorno, è veramente scandaloso, detto soprattutto da chi all’interno dello stesso Consiglio dovrebbe essere espressione dei cittadini e rappresenta le istituzioni: VERGOGNA!. 
Il fatto poi che Lei, consigliera Olivieri, sia una insegnante, costituisce una aggravante nel non voler approfondire un problema legato alla scuola. E se l’immagine di Cengio e del Suo Consiglio Comunale si è annebbiata ancora di più, fateVi un bell’esame di coscienza.
Rimango comunque a disposizione, con la mia esperienza e le mie capacità, senza rancore.


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giovedì 19 marzo 2015

Incredibile ieri in Consiglio Comunale a Cengio. Marco Melgrati: “partecipavo come uditore al Consiglio Comunale che doveva discutere del crollo della scuola per il quale ho presentato interrogazione in Consiglio Regionale. Il comportamento di Sindaco e giunta inaccettabile e illiberale...” Chiuso arbitrariamente dal Sindaco il Consiglio mentre il consigliere di opposizione Dotta stava parlando.

“Ieri sera, mercoledì 18 marzo,  ho partecipato tra il pubblico al Consiglio Comunale di Cengio, dove ho assistito alla morte delle democrazia...La seduta alla quale ho assistito era il naturale proseguimento del consiglio comunale del 11 febbraio scorso per dare voce ai cittadini sulle problematiche scolastiche dopo il crollo strutturale avvenuto nella scuola primaria O. Colombardo. Un fatto gravissimo”. Lo fa sapere il Capogruppo di Forza Italia in Regione Marco Melgrati che ha preso parte come spettatore alla seduta del Consiglio Comunale di Cengio svoltasi nella serata di mercoledì 18 marzo.Spiega l’esponente Azzurro: “ una seduta che mi ha lasciato sbigottito. All’ordine del giorno la richiesta della Minoranza per la trattazione di: 1) servizio associato di Polizia Municipale 2) Organizzazione Pubblici Servizi,con l’aggiunta dei punti riguardanti l’affidamento del servizio idrico integrato e atto di indirizzo per l’impianto di un pioppeto. In realtà la maggior parte del consiglio si è svolto principalmente attorno alla trattazione degli argomenti richiesti dalla Maggioranza”.

“Il clima in Aula – continua il capogruppo di Forza Italia in Regione - si è ravvivato durante la discussione sul servizio di polizia, con schermaglie tra il capogruppo di Minoranza Dotta e la Giunta, ma è diventato incandescente durante le argomentazioni sui servizi pubblici, in cui Dotta ha accusato il Sindaco di non aver fatto nulla per mantenere l’Ufficio Postale anche a Cengio Genepro, dopo lo spostamento dello stesso Cengio Capoluogo. Ancora più accesa la discussione quando Dotta, constatata la mancanza di incisività da parte del Sindaco ad affrontare tale problematica, ha chiesto allo stesso l’autorizzazione a trattare direttamente con i Responsabili delle Poste per tentare di arrivare ad una conclusione positiva della vicenda.Autorizzazione negata dal Sindaco”. 
Commenta ancora il consigliere regionale di Forza Italia: “a questo punto, con parecchi malumori in sala da parte del numeroso pubblico presente, il Sindaco con una decisione imprevedibile ed immotivata chiudeva il Consiglio, disattivando anche l’impianto audio dei microfoni. Tutto questo nonostante le vivaci contestazioni dell’Opposizione che lamentava, giustamente, di essere stata interrotta non avendo ancora concluso l’esposizione delle proprie argomentazioni. Tutto ciò con il contributo di un imbarazzato Segretario Comunale che non ha saputo gestire al meglio, per quanto sia di sua competenza, la situazione”.
“Si presume che sulla vicenda ci sarà, da parte della Minoranza, una ulteriore richiesta di chiarimenti indirizzata agli uffici competenti. Tutto questo è avvenuto sotto i miei interessati e sbalorditi occhi”, conclude Marco Melgrati.
Genova, 19/03/2015

mercoledì 18 marzo 2015

Questa mattina ore 10 in VI Commissione per la trattazione del seguente OdG:

-PDD 148 Approvazione Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche comprensivo di Piano di monitoraggio e Dichiarazione di sintesi.


-PDD 148 Approvazione Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche comprensivo di Piano di monitoraggio e Dichiarazione di sintesi. Art. 83, 1 – Merito
-DDL 394 Variazioni al Bilancio di Previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2015-2017 1° provvedimento. Art.41,1 - Ass. Rend. Var.- Merito parte competente Parere per la parte di competenza.
-DDL 388 Disposizioni di riordino delle funzioni conferite alle Province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle Unioni e Fusioni di Comuni).

martedì 17 marzo 2015

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lunedì 16 marzo 2015

Rassegna Stampa di oggi...

Stazione ferroviaria Pietra Ligure: Marco Melgrati, presenta interrogazione urgente sul degrado dei bagni pubblici chiusi per gli utenti: "è necessario installare un sistema di video sorveglianza alla stazione che è sempre più preda di vagabondi e soggetta ad atti vandalici.A rimetterci i viaggiatori che hanno sempre meno servizi”.

“Ho presentato una interrogazione raccogliendo la segnalazione di Matteo Canciani, Presidente del circolo Forza Silvio, Forza Italia di Pietra Ligure, in merito alla condizione di degrado dei Bagni pubblici della stazione centrale di Pietra Ligure chiusi a seguito di ripetuti atti vandalici. La mia proposta è quella di montare un sistema di videosorveglianza attraverso l’installazione di una telecamera a circuito chiuso con un registratore per controllare questa area della Stazione”.Lo fa sapere il Capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati che continua: “ dalle informazioni che ho raccolto parrebbe che la Stazione di Pietra Ligure soprattutto di notte diventi dormitorio per tantissimi senza tetto, in particolare l’area dei bagni pubblici che vengono utilizzati anche come lavanderia dagli stessi”.

Continua il Capogruppo di Forza Italia in Regione: “giustamente una condizione da terzo mondo, come ha bene detto Matteo Canciani, già portata all’attenzione degli organi competenti e rispetto alla quale nessuno è intervenuto per cercare di risolverla. La conseguenza è che con il passare del tempo la situazione è diventata insopportabile soprattutto per i viaggiatori che a fronte di aumenti e disservizi generali del trasporto ferroviario, e con i quali devono fare i conti quotidianamente, oggi devono subire tagli di servizi fondamentali quali la chiusura delle biglietterie e anche quella dei bagni pubblici”. 
“Sembra che il sopralluogo dell’Assessore Vesco di circa 15 giorni fa di effetti positivi non ne abbia sortiti,  ne in merito alla reiterata chiusura delle biglietterie problema rispetto al quale non è stata data alcuna risposta operativa, ne rispetto alla condizione generale della Stazione ferroviaria ed a questo nuovo problema rispetto al quale trovo incredibile che per ovviarvi si debba creare un  disagio così grave a tutti i viaggiatori”, conclude Marco Melgrati.

Genova, 16/03/2015


Questa mattina ore 10 in VI Commissione per la trattazione del seguente OdG:


- DDL 389 Disposizioni di adeguamento della normativa regionale.
- PDD 148 Approvazione Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche comprensivo di Piano di monitoraggio e Dichiarazione di sintesi.

domenica 15 marzo 2015

sabato 14 marzo 2015

Santa Corona e Albenga, centralino telefonico unico, due plessi un unico Ospedale, unica speranza per una sanità efficiente. Ospedale Unico del Ponente: “Pietresi: non fatevi ingannare dai politici ciarlatani: per salvare il Dea occorre realizzare un unico Ospedale del Ponente”.

Non cadete nella trappola della guerra dei campanili;  “Ingauni: stanno trasformando il vostro Ospedale in un poliambulatorio, snaturandolo, con la connivenza di tutti “. Lo dissi qualche tempo fa e ora lo ricordo con fervore: “dividi et impera!”. Con questo giochetto qualcuno sta indebolendo la Sanità del ponente. Forse anche proprio quelli che hanno dovuto votare e approvare loro malgrado la mozione di tutela del DEA e dell’assetto ospedaliero, hanno in animo una visione “Savona–centrica” oppure avevano stretto patti pre-elettorali indichiarabili, dove la merce di scambio era la connivenza sulle manovre ai danni di Santa Corona.  

Nonostante i propositi e gli impegni presi dal Consiglio Regionale, probabilmente ancora per 10 anni il Santa Corona, nella più’ favorevole delle ipotesi, resterà in questo stato e sarà esposto ancora a pericolosi trasferimenti di reparti verso Savona…! Non ci si può più fidare…Occorre pertanto pensare già fin d’oggi a come traghettare la Sanità del ponente fino a quella data senza cadere nella trappola che i compagni del PD ogni tanto ci ripropongono dell’Ospedale  Unico…il loro chiodo fisso, emblematico della delirante smania di controllo dell’ufficio studi strategici del PD, dove si prevede, ovviamente, lo smantellamento del Santa Corona…a vantaggio del San Paolo di Savona per declassarlo e la trasformazione del S. Maria di Misericordia in un poliambulatorio-casa della salute o chissà cos’altro di indichiarabile… per snaturarne la funzione. Occorre tutelare il DEA dalla subdola quanto pianificata opera di de-potenziamento progressivo e silente che avviene dal 2010 senza tregua. L’unica ipotesi praticabile che possa garantire la sopravvivenza dell’Ospedale Unico del Ponente è quella di proseguire nella strada della perfetta condivisione delle risorse e della fusione funzionale con la sede di Albenga, iniziata sulla carta ma in realtà mai implementata realmente, anzi, oserei dire osteggiata all’insegna del “divide et impera”. Non è di certo una novità un DEA organizzato sui due plessi come per esempio avviene a Cuneo con l’Ospedale di Santa Croce-Carle e in molti altri luoghi, una proposta che il collegio dei Primari di Pietra-Albenga già fece nel dicembre 2011 e che io riproposi ancora in diverse occasioni, ma che adesso è diventata impellente. Per poter proseguire su questa strada di integrazione e realizzare davvero un Unico presidio Ospedaliero del Ponente organizzato su due plessi, occorre che venga rivista la vocazione ad oggi assegnata ad Albenga, alla luce della fusione funzionale con il DEA.

Si dovrebbe iniziare con tutta la parte di Elezione e con la Chirurgia a media complessità. Già la Chirurgia di Elezione a bassa complessità è stata spostata ad Albenga e lo stesso dovrebbe avvenire anche per la media complessità, come svariate volte ho avuto modo di ricordare. 
La relativa breve distanza tra Albenga e Pietra Ligure permetterà questa vera razionalizzazione delle funzioni.  I reparti che a Pietra Ligure non sono in condizioni strutturali ottimali potrebbero essere trasferiti nella sede di Albenga, trovando posto negli spazi che potrebbero essere liberati da improprie funzioni territoriali ora svolte in ospedale, come avvenuto per il servizio di Medicina di Base, trasferito per risparmiare su un canone di affitto da Vadino e delocalizzato al piano terreno dell’ospedale.  Come ho più volte denunciato la chirurgia di media complessità DI ELEZIONE, CIOE’ PROGRAMMATA, CIOE’ NON DI URGENZA, di Pietra Ligure deve essere SPOSTATA ad Albenga, riattivando il reparto chirurgico oggi trasformato in Week Surgery, ovviamente riattivando la reperibilità notturna del personale di sala operatoria, già soppressa nel 2012 per risparmiare un inezia (30.000 euro) pur di poter impunemente smantellare il reparto come è avvenuto. Questo potrebbe agevolare le prioritarie funzioni di emergenza del DEA sollevandolo da interventi chirurgici programmati.   
Il Pronto Soccorso, visti i numeri di accessi annui e la normativa emanata con il decreto degli standard ospedalieri che ne legittima l’esistenza, dovrà essere riattivato visto che ad oggi il Punto di Primo Intervento opera esattamente come prima nelle funzioni di un P.S. effettivo. Una maldestra decisione della quale gli artefici si sono già sommessamente pentiti…  Seguendo il concetto sopra esposto di assegnare al plesso di Albenga le funzioni diverse dall’urgenza che saranno effettuate nel plesso di Pietra Ligure, il Pronto Soccorso potrà efficacemente svolgere il ruolo di filtro per tutte le patologie non
urgenti. Ma tutto ciò potrà essere realizzato, potenziando la sede di Albenga trasferendovi funzioni deve condividere con la sede pietrese, rappresentando con esso un unico Presidio del Ponente, e non trasferendovi, come avvenuto, i servizi territoriali del distretto come la medicina di base con i suoi ambulatori e la farmacia territoriale in procinto di trasferirsi.  Operazioni che sul piano della logica e della pianificazione sanitaria di logico e razionale non hanno nulla se non qualche modesto risparmio sulle locazioni cessate e che recano disagio ai cittadini per via del decentramento dalla città. Come mai il Sindaco di Albenga non dice nulla?  
In tema di sprechi, visto che in questo periodo mi preme denunciarne di ogni tipo, sono infatti stati sprecati, per erroneo sotto-utilizzo, preziosi spazi che dovrebbero avere una funzione ospedaliera, trasformando e sotto-impiegando un ospedale come quello ingauno in una paradossale "casa della salute" di lusso...
Sarebbero quindi recuperabili i preziosi spazi al piano terreno ora assegnati alla medicina di base.  I servizi territoriali, come previsto dalla normativa , dovrebbero trovare posto in una casa della salute che l’Amministrazione Comunale si è impegnata reiteratamente a realizzare. ..Oppure ai compagni ora non importa se l’Ospedale di Albenga perde le sue funzioni istituzionali e viene impropriamente utilizzato?
  
Basta metterci dentro qualcosa per salvare la faccia????  Anche al quarto piano si potrebbero utilizzare
spazi ora assegnati in eccesso sia al reparto privato GSL, il quale non li utilizza per assenza di convenzioni dalla Regione, che nel reparto di Fisiatria ampiamente sovradimensionato, ove peraltro neppure trovano posto degenze di riabilitazione che invece potrebbero tranquillamente  esistere…
Quasi una mera organizzazione funzionale, di procedure e revisione dei compiti realizzabile fin da domani questa necessaria opera di programmazione sanitaria del ponente, che potrebbe essere utile al Dea sia alla sede di Pietra che a quella di Albenga. Ma per realizzarla occorre che questa logica di razionalizzazione funzionale venga compresa dai pietresi come un opportunità per poter mettere al sicuro il Dea e
non di smantellarlo. Ogni volta che se ne faceva cenno i politici pietresi non mancavano l’occasione per strumentalizzare la cosa fomentando il campanilismo e l’inimicizia verso Albenga, ponendosi essi stessi dalla parte del problema invece che da quella della soluzione.  
Ho dato prova di assoluta trasversalità astenendomi sempre dai campanilismi e non ho mai esitato a DIFENDERE sia Pietra che Albenga proprio perché io lo considero UN DEA UNICO DEL PONENTE, ORGANIZZATO SU DUE PLESSI, che intendo come patrimonio dell’intero ponente ligure.  In questo momento occorre che il punto di vista sia quanto mai obiettivo e super partes, teso a tutelare gli interessi dei cittadini del ponente senza distinzioni: è uno dei miei obiettivi e queste mie valutazioni di programmazione, conseguenti al successo conseguito nella tutela del DEA con l’approvazione della mozione, ne sono la dimostrazione. 
Genova, 14.03.2015.