venerdì 13 febbraio 2015

Legname sulle spiagge. Arriva l’ordinanza dal capo del dipartimento della Protezione Civile.


Roberto Bagnasco, consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia e Marco Melgrati, presidente del Gruppo Regionale Forza Italia, prendono positivamente atto che è arrivata l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dispone la modifica del comma 2 dell’articolo 11 e che consente, previa ordinanza del Sindaco, di bruciare il legname in piccole cataste, sino a tre metri cubi, sulle spiagge dei Comuni interessati dagli eventi alluvionali di ottobre e novembre 2014.

Bagnasco e Melgrati  si augurano che si possa così finalmente porre la parola fine ad una vicenda la cui gravità è anche superiore alla problematica già di per se di grande rilievo sia ambientale che economico.”
“Decine di migliaia di euro spesi dalle amministrazioni Comunali e dagli operatori balneari, un’immagine pessima del nostro litorale è il prezzo pagato per le inefficienze della pubblica amministrazione, con la Regione Liguria che solo il 21 gennaio e il 14 febbraio appena trascorsi si è fatta carico di richiedere la modifica all'articolo 11 della precedente ordinanza, che risale a al 14 novembre 2014, al fine di consentire ai Comuni di bruciare il legname in piccole cataste verificando la tipologia dei materiali.”
Proseguono gli esponenti di Forza Italia: “Un dialogo tra sordi quello tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione e l’Arpal il suo Ente strumentale che ha portato a perdere oltre quattro mesi di tempo e a sprecare denaro pubblico .”
Concludono Bagnasco e Melgrati: “Speriamo che, finalmente, si sia chiusa una brutta pagina di cattiva amministrazione della nostra Regione e a pagare sono sempre i cittadini.”


Genova,13 febbraio 2015





giovedì 12 febbraio 2015

Emergenza posti letto al Punto di Primo Intervento di Albenga. "La mozione approvata all’unanimità in Consiglio Regionale prevede il ricalcolo dei posti letto tagliati nel 2012.Chiediamo un immediato ricalcolo ed eventualmente la rassegnazione, soprattutto ad Albenga a Medicina e Punto di Primo Intervento”.

“Leggiamo sui media che il picco influenzale invernale ha creato una vera e propria emergenza posti letto,con incremento di ricoveri (non di visite) del 20%”. Questa la denuncia del capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, che annuncia la presentazione dell’ennesima interrogazione e continua: “soprattutto al Punto di Primo Intervento dell’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga, dove avevamo già lamentato nei giorni scorsi la mancanza di utilizzo di due camere con 4 posti letto esistenti ma inutilizzate nell'ex reparto di medicina d’accettazione e d’urgenza del Santa Maria Misericordia. Questi posti letto consentirebbero di attivare un servizio di Osservazione Breve Intensiva, e aiuterebbero a migliorare questa situazione. Il fatto che oggi non esiste questo “repartino” di osservazione (o ricovero breve) impone di cercare posti letto liberi all'interno degli altri reparti, già a loro volta penalizzati dal taglio dei posti letto, con alcuni che addirittura sono chiusi nel week end, momento di maggior richiesta di ricovero.
Continua il Capogruppo di Forza Italia: “quindi è necessario procedere al ricalcolo dei posti letto soppressi arbitrariamente dai Direttori Generali sulla scorta della “spending review”, ma senza una normativa certa di riferimento. La mia interrogazione urgente (per quanto l’urgenza per il Presidente del Consiglio Regionale è sempre relativa) è tesa a questa verifica necessaria.
“Soprattutto– aggiunge l’esponente di Forza Italia - in seguito all'approvazione all'unanimità in Consiglio Regionale della Mozione e dell’Ordine del giorno,che nell'impegnativa, al punto 2, obbliga  la Giunta Regionale a  procedere al ricalcolo dei posti letto già soppressi nel 2012 nei nosocomi della provincia di Savona, ai sensi della sopravvenuta normativa  (Regolamento Standard Ospedalieri) e laddove sia accertato un eccessivo taglio di PL operati, di provvedere al reintegro di eventuali posti letto eccessivamente soppressi nei vari ospedali”.
“Appare ovvio - conclude il capogruppo azzurro Melgrati - che se i posti letto come ricalcolati dovessero essere implementati, sarebbe necessario anche integrare il personale infermieristico e Oss, come da tempo chiediamo”.
Genova, 12.02.2015.


Rassegna Stampa di oggi

mercoledì 11 febbraio 2015

martedì 10 febbraio 2015

Regione: approvato all’unanimità in consiglio regionale Ordine del Giorno per l’esenzione del bollo veicoli d’epoca

anche in Liguria.

Melgrati, Barbero e Scajola, promotori dell’iniziativa dichiarano: “ se non si troverà una soluzione il rischio è che molti proprietari siano costretti alla demolizione dei veicoli in questione”. 

Approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno promosso dai consiglieri regionali Marco Melgrati e Angelo Barbero e sottoscritto anche da Marco Scajola, sulla decisione da parte del Governo di aumentare il bollo auto per le auto e moto d’epoca. Spiegano Melgrati, Barbero e Scajola: “ con il documento impegniamo la Giunta regionale a farsi parte attiva per evitare che a seguito del cambio della normativa sull’esenzione della tassazione sulle autovetture e moto d’epoca  i proprietari siano costretti
alla demolizione dei veicoli in questione”.  
“Abbiamo deciso – continuano i tre esponenti del centro destra - di presentare questo documento a seguito delle dichiarazioni apparse sulla stampa locale con le quali la Giunta regionale aveva affermato avrebbe portato all’attenzione del Governo nazionale il problema grave dell’aumento considerevole della tassa di circolazione per i veicoli d’epoca. Vogliamo un impegno concreto da parte dell’amministrazione regionale visto che parliamo di un settore caratterizzato anche da un importante indotto produttivo fatto di piccoli imprenditori, ad esempio meccanici, carrozzieri, che sono piccoli artigiani i quali ruotano intorno alla gestione di questi mezzi storici e va salvaguardato”. 
“Stiamo parlando di un patrimonio che non possiamo rischiare di perdere perché questi veicoli rappresentano la nostra tradizione culturale: l’Italia era tra i più importanti produttori di veicoli, e i veicoli d’epoca sono l’immagine visiva e concreta del design italiano nel mondo. Anche se siamo in ritardo, il
pagamento della tassa di circolazione doveva effettuarsi entro il 31 di gennaio, siamo ancora in tempo per seguire con pervicacia e attenzione questa questione. La Giunta deve attivarsi per trovare una soluzione così come hanno fatto altre Regioni, vedi la Lombardia e la Toscana, ad esempio. Non si capisce perché è legittimo che alcuni cittadini possano pagare meno di altri solo perché abitano in una Regione piuttosto che in un’altra”, concludono Melgrati, Barbero e Scajola.
Genova, 10/02/2015

Il consigliere Regionale capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati replica alle dichiarazione di Di Tullio Ma Di Tullio ci è o ci fa? Non gli è bastato esordire nel passato con l’infelice idea dell’Ospedale unico, ovviamente a Savona…ora vuol cancellare Santa Corona! E questo “fenomeno” dovrebbe essere il prossimo Sindaco di Savona?

Melgrati: “Ma Di Tullio li legge i giornali? Non si è accorto che il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità una Mozione e un Ordine del Giorno che impegnano la Giunta Regionale (attuale e futura) al mantenimento dei quattro presidi Ospedalieri in provincia di Savona?”.

Non tarda la risposta del capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati alle “farneticazioni” del vice Sindaco di Savona Di Tullio che spiega: “Meno Ospedali e più risorse nelle emergenze, questa la "cura" di Di Tullio per la sanità… ma di cosa sta parlando Di Tullio?
Il vicesindaco di Savona è già stato smentito dalla risposta dell’Assessore Montaldo ad una mia interrogazione generata proprio dalle dichiarazioni di Di
Tullio sull’ipotesi dell’Ospedale Unico di Savona, e confermate nell’approvazione all’unanimità (compreso ovviamente il PD)  della Mozione e dell’ Ordine del Giorno che impegnano la Giunta Regionale (attuale e futura) al mantenimento dei quattro presidi Ospedalieri in provincia di Savona”.Continua Melgrati: “Di Tullio dichiara: “
Basterebbe, oltre a creare più punti di emergenza , che non sono necessariamente i pronto soccorso sul territorio, potenziare le risorse da rivolgere alle emergenze, vie di comunicazione
(quali, e con che soldi???) ed elisoccorso ad esempio (questa è bella!)”. Ma che cosa è per Di Tullio un punto di emergenza? Forse un Punto di Primo Intervento, come quei Pronto Soccorso declassati di Albenga e Cairo Montenotte, privi di trauma-center, dell’emodinamica, con la rianimazione a mezzo servizio? E ancora Di Tullio: “ Abbiamo un Ospedale come Santa Corona, una struttura antiquata. Non voglio eliminare l’ospedale pietrese, sarebbe solo necessario trasferire le eccellenze al suo interno ad Albenga”. Si, e a Santa Corona cosa rimane? Una speculazione edilizia? No grazie Di Tullio. E’ necessario invece potenziare l’ospedale di Albenga, questo sì, ma senza spogliare Santa Corona delle Sue eccellenze. 
Forse, anzi sicuramente, il “carneade” del Pd savonese Di Tullio non si è reso conto della portata dell’approvazione della mozione da me proposta, che è la stessa, in soldoni, già proposta dalle minoranze (tutte) di Pietra Ligure in Consiglio Comunale e bocciata dall’altro “fenomeno del PD”, il sindaco Valeriani (volutamente con la s minuscola)”. Di fatto la Mozione e l’Ordine del giorno hanno: confermato nel Piano Sanitario Regionale l’attuale consistenza della rete ospedaliera organizzata in quattro plessi ospedalieri, tra cui l’Ospedale Santa Corona riconosciuto come il secondo DEA di 2 Livello Ligure, l’annesso ospedale di Albenga con il quale costituisce un unico presidio di ponente, organizzato su due plessi , l’ospedale DEA di 1° livello di Savona e l’ospedale territoriale di Cairo M.tte. Tale impegno di conferma dovrebbe contemplare un atto di indirizzo programmatorio anche futuro; determinato la necessità di procedere al reintegro del corredo specialistico del DEA secondo la sopraggiunta nuova normativa, eliminando le situazioni di anomalia e sperequazione tra gli ospedali in rapporto alla loro classificazione; lo stesso per il ricalcolo dei posti letto già soppressi nel corso del 2012, secondo i parametri indicati nel decreto degli standard ospedalieri e, se del caso, dalle risultanze del ricalcolo; procedere al reintegro di eventuali posti letto eccessivamente soppressi nei vari ospedali; approvato l’urgenza di adeguare il protocollo di intesa per la riqualificazione del DEA di Santa Corona, già siglato, alla luce delle evidenze della presente mozione sotto l’egida e la supervisione della commissione regionale sanità; realizzare la riqualificazione del DEA pietrese; astenersi nel futuro ad intervenire alla rete delle emergenze facendo ricorso a metodi irrituali e in deroga alla Legge 41/2006. Conclude Melgrati: “Ma qualcuno di autorevole del Pd dica a Di Tullio, una volta per tutte, di smetterla di parlare di cose che non conosce, e soprattutto di non dire “stupidate” smentite preventivamente dall’Assemblea Legislativa della Liguria! L’unica cosa seria che ha detto è la seguente: “
Sarebbe necessaria una completa riorganizzazione all’interno della sanità regionale e savonese in particolare, ma non sono certo Loro (la dirigenza regionale attuale e futura del PD) a essere in grado di metterci mano!”
Genova, 10.02.2015

lunedì 9 febbraio 2015

domenica 8 febbraio 2015

sabato 7 febbraio 2015

Tecnoreef ad Alassio ancora in alto mare. La Regione invece di collaborare mette paletti e impone procedure non necessarie per impedire questa sperimentazione necessaria per la difesa e il ripascimento della spiaggia di Alassio. Presentata Interrogazione Urgente.

Melgrati: invece di cercare di agevolare una categoria che, nonostante le incertezze delle Concessioni Demaniali a seguito della direttiva Bolkenstein vuole investire, la Regione mette i bastoni tra le ruote. Assolutamente non necessaria la V.I.A.


I fatti: uno studio universitario commissionato dagli operatori balneari di Alassio in collaborazione con il
Comune aveva individuato nella tecnologia e nell’intervento di barriera cosiddetto TECNOREEF la possibile soluzione, non invasiva, vista la qualità e la particolarità della spiaggia di Alassio, per evitare l’erosione, soprattutto estiva, del litorale, e la conseguente possibile diminuzione di offerta turistica. Lo fa saper il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, che annuncia la presentazione di una interrogazione Urgente. Infatti sembra che la Regione, nonostante negli incontri preliminari avesse indicato come strada da seguire quella della Procedura di Screening, procedura che per altro, oltre ai costi di progettazione, ha avuto anche costi di istruttoria particolarmente elevati, non sia convinta e voglia mandare la proposta progettuale a procedura di VIA (Valutazione di impatto ambientale) anche in funzione di un parere consultivo contrario da parte dei pescatori professionisti. Questa rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso, infatti mentre l’Assessore Regionale al Demanio indica a mezzo stampa che gli investimenti intesi alla protezione delle coste saranno privilegiati dalla Regione come elementi a favore dei balneari sottoposti al giogo della Bolkenstein, gli uffici che dipendono dallo stesso Assessore di fatto affondano una iniziativa finanziata completamente dai balneari proprio intesa alla difesa della costa. Gli imprenditori balneari, stanchi di subire scelte tecniche e tecnologie, dettate dagli interessi degli uffici regionali, che di fatto, per Alassio  non hanno mai prodotto nessun risultato, sono scesi in campo trovando ed identificando una tecnologia tutta italiana, ritenuta una possibile soluzione al problema dell’erosione delle spiagge attraverso barriere da posizionare sott’acqua con caratteristiche tecniche di  permeabilità amovibilità e pertanto sostenibili dal punto di vista ambientale. 
Dopo numerosi contatti con la Regione nei quali si compreso che gli uffici regionali prediligevano, per motivi sconosciuti, vecchi sistemi come il ripascimento strutturale con materiali di cava, di verificata inefficienza, molto costosi e di limitata durata nel tempo, in accordo con il Comune di Alassio circa due anni fa è stato finanziato un progetto definitivo che teneva conto di questi aspetti tecnici
innovativi per salvare la spiaggia di Alassio, unica vera fonte di richiamo turistico e di conseguenza di reddito per  centinaia di famiglie liguri.
Successivamente il Consorzio Adelasia che rappresenta 83 concessionari balneari di Alassio si è reso disponibile a finanziare interamente l’esecuzione sia del progetto pilota che del progetto definitivo senza che ci fossero dazioni di denaro da parte di altri enti e men che meno da parte della Regione. Alla
richiesta di conferenza di servizi partita dal Comune di Alassio la Regione ha bloccato il progetto in quanto la titolarità della convocazione sarebbe spettata alla regione stessa. Divenuta finalmente la Regione attore delle pratiche burocratiche di attuazione, prima che l’ufficio competente attivasse
la procedura di conferenza di servizi, sono state necessari numerosi incontri informali, in cui si e vincevano, soprattutto dalla responsabile del demanio , una serie di tentativi di bloccare ogni iniziativa che non rispecchiasse i vecchi e consolidati schemi. Dopo numerosi contatti con la Regione nei quali si compreso che gli uffici regionali prediligevano, per motivi sconosciuti, vecchi sistemi come il ripascimento strutturale con materiali di cava, di verificata inefficienza, molto costosi e di limitata durata nel tempo, in accordo con il Comune di Alassio circa due anni fa è stato finanziato un progetto definitivo che teneva conto di questi aspetti tecnici innovativi per salvare la spiaggia di Alassio, unica vera fonte di richiamo turistico e di conseguenza di reddito per  centinaia di famiglie liguri. Successivamente il Consorzio Adelasia che rappresenta 83 concessionari balneari di Alassio si è reso disponibile a finanziare interamente l’esecuzione sia del progetto pilota che del progetto definitivo senza che ci fossero dazioni di denaro da parte di altri enti e men che meno da parte della Regione. Alla richiesta di conferenza di servizi partita dal Comune di Alassio la Regione ha bloccato il progetto in quanto la titolarità della convocazione sarebbe spettata alla regione stessa. Divenuta finalmente la Regione attore delle pratiche burocratiche di attuazione, prima che l’ufficio competente attivasse la procedura di conferenza di servizi, sono state necessari numerosi incontri informali, in cui si evincevano,  soprattutto dalla responsabile del demanio , una serie di tentativi di bloccare ogni iniziativa che non rispecchiasse i vecchi e consolidati schemi. Quindi nel corso di ulteriori incontri con i responsabili regionali ed a seguito di precise indicazioni si è proceduto a modificare il progetto ed a integrarlo con le specifiche richieste dagli uffici regionali, infine sempre dietro consiglio della Regione medesima si è proceduto a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Liguria il deposito della documentazione inerente tale progettazione per le eventuali osservazioni al progetto medesimo, osservazioni che non ci sono state, quindi al momento di concludere l’iter progettuale la Regione ha avanzato perplessità e paventato la necessità di procedere con un altro tipo di procedura quella della VIA ovvero della Valutazione di Impatto Ambientale.  
Il progetto, sebbene realizzato con: strutture amovibili  e riposizionabili a piacere degli utilizzatori primari ( balneari); prodotti certificati in qualità specificamente per barriere marine e quindi studiato per minimizzare gli impatti ambientali e massimizzare la sostenibilità dell’intervento proposto; senza rappresentare un ostacolo o una barriera, ma bensì una sorta di secca naturale e quindi non oggetta a procedure di valutazione di impatto ambientale cosi come già accaduto in altre regioni italiane; un posizionamento che avviene in una zona che normalmente non viene utilizzata per la pesca rammentando anche  che una barriera naturale quale è rappresentata dalle praterie di posidonie è stata negli anni danneggiata proprio dai pescatori professionisti; non ha ancora ottenuto il giusto riconoscimento e nonostante il progetto raggruppi in se tutte queste prerogative positive, la regione invece di collaborare al fine di analizzare un nuovo ed efficace sistema di gestione della costa  sta facendo tutto il possibile per ritardarne i tempi con l’intento di far abbandonare il progetto agli operatori balneari. Da quando sta accadendo sembrerebbe evidente  l’interesse della Regione a non voltare pagina, per non perdere un potere di gestione che ormai si sta sgretolando nelle sue mani.  Scelte sbagliate sulle coste rendono l’ambiente brutto e senza spiagge , in una regione vocata al turismo balneare e dal quale migliaia di famiglie traggono sostentamento. 
Se poi si pensa, conclude la sua interrogazione il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati,  che le previsioni di intervento regionale con ripascimenti dai costi elevatissimi (due milioni di euro previsti per il primo lotto dei lavori) su di un tratto di costa tra Albenga e Ceriale al solo scopo di proteggere la linea ferroviaria che come tutti sappiamo è comunque destinata ad essere spostata (quando non si sa), ci preoccupano non poco, e si chiede alla Giunta Regionale di intervenire per semplificare e velocizzare al massimo l’iter di questo progetto che i burocrati regionali non hanno apprezzato, ma che potrebbe essere una sperimentazione pilota positiva da esportare anche su altri lidi della regione, e comunque di bassissimo se non nullo impatto ambientale.

Rassegna Stampa di oggi sul PUNTO DI PRIMO INTERVENTO AD ALBENGA