sabato 16 novembre 2013

Scissione nel centrodestra: la maggioranza dei liguri si schiera con Berlusconi e Forza Italia


Forza Italia a Roma
 Tranne un esiguo numero di scissionisti, questa mattina a Roma i liguri ex Pdl erano praticamente tutti al fianco di Silvio Berlusconi che ha ridato vita a Forza Italia. Un ritorno alle origini che in Liguria ha trovato ampio consenso. All’avvenimento hanno risposto presente i consiglieri regionali Marco Melgrati, Matteo Rosso, Roberto Bagnasco, Marco Scajola, Luigi Morgillo e Roberta Gasco.
C’erano il presidente della provincia di Savona Angelo Vaccarezza e quello di Imperia Luigi Sappa. C’erano Claudio Scajola, Sandro Biasotti, e i due parlamentari non liguri ma fatti eleggere dal Pdl in Liguria Lainati e Minzolini. Con Berlusconi si sono schierati anche il coordinatore provinciale del Pdl Barci e la consigliera comunale Lilli Lauro. Come delegato dalla Liguria c’era anche l’ex An Giorgio Bornacin, che ha scelto di non aderire a Fratelli d’Italia ma di restare con Berlusconi.
Gli assenti, che dovrebbero aver aderito tutti alla mozione Alfano, sono l’ex senatore Gigi Grillo, Alessio Saso, Gino Garibaldi e Franco Rocca. Il nuovo partito si dovrebbe chiamare “Nuovo centrodestra”, anche se il marchio sarebbe stato depositato nel 2011 da Italo Bocchino.
Berlusconi, forte del sostegno del 75% degli ex Pdl a livello nazionale, ha parlato per più di due ore spaziando da temi della giustizia a quello della legge elettorale, dall’economia alle politiche dell’Ue. Si è detto “addolorato” per lo strappo, ma non sembra intenzionato a volere la rottura con gli ex alleati, che saranno invece trattati alla stregua degli altri partiti del centrodestra.
Rispetto ad Alfano ha detto: “Cos’è successo? Ci sono state delle differenze non su programmi e valori, ma delle distanze tra singole persone, si è creata un’atmosfera grigia si sono ricorse le agenzie dell’uno e dell’altro schieramento, si è formata una situazione che non rendeva, a loro giudizio, di poter continuare pacificamente in un lavoro comune”.
Oltre ai politici in foto, la delegazione ligure era rappresentata dall’ex ministro Claudio Scajola, Susi De Martini europarlamentare del Pdl, Giacomo Gatti vicecoordinatore provinciale Pdl della spezia membro della direzione nazionale, Gianni Barci coordinatore metropolitano di Genova, Egle De Ferrari coordinatore giovani Pdl Liguria.


venerdì 15 novembre 2013

Domani il Presidente del Gruppo P.d.L. Regione Liguria parteciperà come Delegato al Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà

Sabato 16 novembre, ore 10 Auditorium del Palazzo dei Congressi, Roma. 

Con il Presidente Silvio Berlusconi... SEMPRE!!!!



Interrogazione a risposta immediata del consigliere regionale Marco Melgrati su tempi di attesa per l’assistenza residenziale ad anziani non autosufficienti


Trascrizione dell'Interrogazione, risposta dell'Assessore Montaldo e replica di Melgrati

Monteleone: Do la parola al consigliere Melgrati per l’illustrazione dell’interrogazione.

MELGRATI
. Signor Presidente, signori Consiglieri,l’assistenza residenziale ai soggetti anziani non autosufficienti in possesso,pertanto, dei necessari requisiti sanitari, rientra nell’ambito dei livelliessenziali di assistenza definiti dalla normativa vigente (ricordo, per fare unesempio, il DPCM 29 novembre 2001).
E’ stato rilevato che, sulterritorio regionale, i tempi di inserimento nelle strutture residenzialiaccreditate con il Servizio sanitario regionale sono estremamente lunghi: oltredue anni di attesa dalla presentazione della domanda. Questo è grave!

Ritengo che tali tempi di attesa rendano di fatto non rispettato il dovere istituzionale di fornire prestazioni ritenute essenziali dal legislatore e sovvenzionate nell’ambito del finanziamento sanitario; infatti, un bisogno sanitario ritenuto essenziale trova risposta solo dopo anni dalla presentazione della domanda con il relativo decesso di molti assistiti prima di vedere accolta l’istanza di assistenza.

Comprendo le difficoltà di bilanciodel Servizio sanitario regionale, tuttavia ritengo che la citata carenza nonsia da attribuire ad una riduzione dei finanziamenti quanto piuttosto ad unacriticabile ripartizione delle risorse finanziarie disponibili: critica che,fin troppo spesso, vi muoviamo.

Ritengo sia necessario, a frontedella situazione descritta, richiedere a tutti i Direttori generali delleAziende Sanitarie locali i dati relativi alle liste di attesa per usufruiredell’assistenza residenziale in regime di accreditamento da parte delle personeanziane non autosufficienti. È una questione di cui ha parlato anche ilMinistro Lorenzin quando è stata in visita a Genova; credo ne abbia discussoanche con l’Assessore e non solo con i componenti del Gruppo PDL.

A fronte di tali circostanze, èdoveroso garantire a tutti i cittadini e ai soggetti coinvolti quantomeno latrasparenza in merito alla situazione esistente.

Per i motivi sopra esposti,interrogo il Presidente e l’Assessore competente per sapere se intendano fornire direttive a tutte le Aziende Sanitarie Locali affinché pubblichino presso le sedi distrettuali e i vari sportelli della A.S.L. (CUP, Sportellointegrato socio-sanitario e via elencando) i dati relativi alle liste di attesaper l’inserimento presso le Strutture residenziali accreditate - ovviamente inregime di accreditamento con il Servizio sanitario regionale - dei pazientianziani non autosufficienti e, in particolare, i dati relativi alla data dipresentazione della domanda, alla data di riconoscimento dei requisiti sanitariper il diritto a tale forma di assistenza e alla data di inserimento nelleliste d’attesa.

Interrogo per sapere se vi èintenzione di fornire una direttiva a tutte le Aziende Sanitarie Localiaffinché provvedano ad aggiornare mensilmente la pubblicazione delle suddette listedi attesa; se vi è intenzione di garantire, in ordine alla pubblicazione ditali dati, l’assoluto rispetto della “privacy”, eliminando, a tal proposito,dati sensibili identificativi e attribuendo ad ogni assistito in lista d’attesacodici personali univoci e permanenti tali da garantire la confrontabilità neltempo e i cui riferimenti siano conosciuti solo dai diretti interessati; dare,altresì, indicazione affinché tali elenchi vengano inviati mensilmente allesedi territoriali e a quelle regionali del Tribunale per i Diritti del malato,della Confederazione dei Centri liguri per la Tutela dei Diritti del malato e Associazionisimilari, nonché alle Associazioni di categoria delle Strutture accreditate perl’assistenza socio-sanitaria.

Assessore, Lei ci chiede di fornire alcuni suggerimenti; questa volta vi abbiamo provveduto e attendiamo le risposte.


PRESIDENTE.Do la parola all’assessore Montaldo, che risponde a nome della Giunta.


MONTALDO –Assessore alla Salute.

Signor Presidente, signori Consiglieri,il problema che il consigliere Melgrati ha posto all’attenzione del Consiglio èsicuramente fondato.

Voglio ricordare che, negli anni precedential 2010, nonostante le difficoltà che attraversava la nostra Regione perl’inserimento nel regime di accompagnamento e nell’attuazione del Piano dirientro dal disavanzo cospicuo che aveva interessato gli anni 2004, 2005 e2006, abbiamo aumentato i convenzionamenti delle Strutture, soprattutto per glianziani, ma anche per disabili, tossicodipendenti e persone affette da problemidi salute mentale, di un numero molto significativo vicino alle 2.000 unità.

Dopodiché, nel 2010, a fronte della riduzione del nostro finanziamento, proprio in ragione del misconoscimento della pesatura della quota anziani caratteristica della nostra regione, abbiamo dovuto fermare tale livello di convenzionamento; pertanto, le liste d’attesa sono nuovamente iniziate. È stata avviata una discussione anche con alcune Associazioniche organizzano i gestori della residenzialità per anziani per quanto concernel’obbligatorietà di inserimento delle persone in lista d’attesa.

A tal proposito, vi sonopronunciamenti ai quali dobbiamo fare riferimento.  Il diritto alla salute, previsto dall’articolo 32 dellaCostituzione, è finanziariamente condizionato, come ha precisato la CorteCostituzionale già nel lontano 1992 e con sentenze successive negli anni 2000,2005 e 2009; conseguentemente, l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato,recependo la giurisprudenza costituzionale e raccogliendo gli esiti di copiosagiurisprudenza amministrativa, nella sentenza n. 3 del 2012 ha stabilito che itetti di spesa siano in via di principio legittimi, date le insopprimibiliesigenze di equilibrio finanziario e razionalizzazione della spesa pubblica eche, pertanto, il diritto alla salute, di cui all’articolo 32 dellaCostituzione, possa essere sottoposto a condizioni che ne armonizzino laprotezione con i vincoli finanziari.

Mi pare che tale affermazione, al di là della valenza giuridico-costituzionale e giurisprudenziale, per ciò che riguarda il Consiglio di Stato, corrisponda al più semplice buonsenso: se non vi sono risorse a disposizione, le iniziative non si possono portare avanti.

Pertanto, la natura del dirittofinanziariamente condizionato - che caratterizza il diritto alla salute - consentedi assicurare l’esercizio nei limiti delle disponibilità finanziarie purché nesia garantito il nucleo essenziale. Purtroppo, come sostenevo all’inizio, lascarsità di risorse finanziarie negli ultimi anni ha influito sull’inserimentodelle persone nelle Strutture residenziali e semiresidenziali, con conseguentecrescita delle liste e dei tempi di attesa.

A fronte di tale situazione, perquanto concerne la residenzialità abbiamo a disposizione, nella nostra regione,circa 6.000 posti, che ormai superano abbondantemente il numero dei posti lettoper acuti.

Offriamo, dunque, un servizio, al quale si aggiunge – e stiamo cercando di incrementarlo proprio perché è meno impegnativo anche a livello economico – il numero delle persone assistite domiciliarmente o attraverso il Fondo per la non autosufficienza; tale fondo ci consente di mantenere a casa queste persone che continuano ad essere circa 3.000. Ricordo che, le persone assistite dal Fondo per la non autosufficienza, eranocirca 6.000; il numero si è ridotto, nonostante il forte impegno economicodella Regione, quando è venuto meno il fondo nazionale, ormai qualche anno fa.

Credo che la questione vadaaffrontata – come stiamo cercando di fare – articolando le risposte: laresidenza “full-time”, la residenza diurna (che può rappresentare un appoggioper le famiglie) o addirittura la possibilità di forme diverse di assistenzadomiciliare, sia quella più sociale, magari sostenuta direttamente dai Comuni,sia quella relativa a contenuti sanitari.

Il consigliere Melgrati ha, inoltre,posto il problema della trasparenza delle liste d’attesa. Non solo accolgo taleproposta, ma vorrei dirLe, Consigliere, che, proprio nella consapevolezza chein questo momento di difficoltà le liste rappresentano uno strumentoineludibile che va so – con tutti i crismi della “privacy” – trasparente epubblico, si sta concludendo un lavoro al quale hanno partecipato gli espertidel Settore sociale, sanitario e, ovviamente, informatico.

Si tratta di un lavoro che cifornirà una lista unica valida per l’intero territorio regionale e che prevederà,quindi, l’utilizzazione di modalità e criteri di pubblicità e trasparenza.Chiunque chiederà di accedere o si troverà all’interno della lista, avendo giàpresentato la domanda da tempo, potrà verificare in qualsiasi momento laposizione della persona interessata. Ovviamente, si procederà garantendo ildiritto alla riservatezza previsto dalla legge.

L’aspetto maggiormente importanteritengo sia lo sforzo in atto per riconvertire l’offerta in modo da farcrescere l’assistenza domiciliare, piuttosto che quella residenziale.

 Nel mese di febbraio dell’anno scorso, abbiamo addirittura firmatoun accordo con le Associazioni di categoria dei gestori, il quale prevede che,per garantire l’occupazione di tali Strutture, laddove si debba procedere allariduzione, attraverso i tetti, del numero di accessi, si possano fornireservizi, anche di carattere domiciliare, da parte di queste strutture che possono,in parte, diversificare la propria attività ed offrire, quindi, anche unacondizione occupazionale ai dipendenti che, altrimenti, rischierebbero direstare fuori o di essere messi all’esterno della struttura.


PRESIDENTE.Do la parola al consigliere Melgrati per la replica quale proponente.


MELGRATI.Signor Presidente, signori Consiglieri, sono rimasto preoccupato finoall’ultima parte dell’intervento dell’Assessore; mi sembrava che stesseomettendo, nel discorso generale, la domanda precisa relativa alla formazionedelle liste.

Sono parzialmente, se non quasitotalmente, soddisfatto della risposta – questo Le permetterà di stappare unabottiglia di spumante italiano, considerato che non capita tutti i giorni – inquanto prima di tutto l’Assessore ha definito il problema posto da me e dalGruppo PDL (un problema fondato) e poi perché ha fornito una risposta positivanella formazione delle liste.

Invito l’Assessore, siccome la listasarà regionale, ad evidenziare il tutto, in quanto le attribuzioni e i postisono a livello provinciale. Magari chiedo se si può, tramite una sigla od unparametro, evidenziare nell’elenco regionale le diversificazioni per provincia.

Ritengo che il tema degli anziani edella loro assistenza è molto importante in quanto, per una regione come lanostra a forte prevalenza di anziani, forse una delle regioni “più anziane”d’Europa, è di stretta attualità e interessa quasi il 20 per cento dellapopolazione.

Credo che anche durante la visita aGenova del ministro Lorenzin e nei colloqui avuti con la stessa sia da Lei che danoi, si siano evidenziate due necessità: la prima è relativa all’assistenzadomiciliare agli anziani e al conseguente tentativo di recuperare, a talproposito, risorse dal Servizio sanitario regionale; infatti, un anzianoassistito a casa costa meno di un anziano assistito in una struttura e,soprattutto, la persona anziana sicuramente ha una vivibilità migliore nellapropria casa rispetto a quella in una struttura di qualsivoglia levatura egradevolezza.

L’altra necessità riguardal’attenzione che il ministro Lorenzin ha posto sulla pesatura degli anziani inLiguria: argomento che, per troppo tempo, da parte governativa, e comunque daparte della Conferenza Stato-Regioni, non ha avuto l’interesse o perlomeno quelpeso che merita la nostra regione.

La nostra non solo è la regione più anziana d’Europa, o una tra le più anziane, ma è quella che accoglie in inverno ed in estate un certo numero di anziani che vengono a trascorrere le loro vacanze, a svernare nelle nostre città balneari per sfuggire al freddo dell’inverno del Piemonte, della Lombardia e anche della Val d’Aosta.

Questa volta ringrazio l’Assessore,sempre pensando di non ringraziarlo altre volte, in quanto mi ha fornitorisposte esaurienti. Invito, quindi, l’Assessore a cercare di dare sempre risposteche siano soddisfacenti alle minoranze.


ALASSIOFUTURA: Albenga - Il capogruppo del PdL in Regione Liguria...

ALASSIOFUTURA: Albenga - Il capogruppo del PdL in Regione Liguria...: Da www.laStampa.it del 14 Novembre 2013

giovedì 14 novembre 2013

Referendum abrogativo chiusura tribunali, Melgrati scrive a Burlando

Il Capogruppo del Pdl Marco Melgrati scrive a Burlando, a nome del Gruppo, per chiedere che la questione venga portata all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni: “è necessario il coinvolgimento della conferenza Stato-Regione per costringere il Governo a rivedere il provvedimento sulla chiusura dei Tribunali minori ed evitare una consultazione referendaria costosa”

Il capogruppo del Pdl  in Regione Liguria Marco Melgrati ha scritto al Governatore Claudio Burlando alla luce dell’accettazione da parte della Corte di Cassazione dei quesiti referendari contro la legge taglia tribunali. Spiega l’esponente del Pdl: “ è necessario il coinvolgimento della conferenza Stato-Regione per costringere il Governo a rivedere il provvedimento sulla chiusura dei Tribunali minori (Chiavari e Sanremo) e delle sedi distaccate dei Tribunali (Sarzana, Albenga, Ventimiglia) e così evitare una consultazione referendaria costosa. Con la mia lettera quindi chiedo quindi a Burlando di portare in evidenza presso la Conferenza Stato Regioni questa questione e sensibilizzare il Governo a prendere atto di tale esigenza chiaramente espressa con l’iniziativa referendaria. A Roma è necessario venga avviato un percorso che individui delle soluzioni che scongiurino definitivamente prima ancora di arrivare al Referendum, la chiusura delle sedi dei Tribunali minori”.

“Il forte segnale –continua il Capogruppo del Pdl della Regione Liguria - partito dai territori e la vasta adesione delle amministrazioni regionali al referendum abrogativo del provvedimento del Governo “chiudi Tribunali” ritengo che sia, anche a nome del mio gruppo, decisamente importante.  Non può, infatti, il Governo ignorare la rivolta delle Amministrazioni Regionali contro una pessima riforma, che peraltro, non è stata mai condivisa nemmeno dal Parlamento. Le Regioni, benché non abbiano una competenza in materia di giustizia, non possono essere estranee alla dislocazione territoriale dei presidi giudiziari, in quanto hanno l'interesse che su tutto il territorio sia rispettato il principio della giustizia di prossimità. Tra l'altro, una revisione della riforma ed una conseguente migliore dislocazione del servizio giustizia potrebbero evitare la dispendiosa consultazione popolare”.

“Le Regioni, e quindi anche la Liguria, devono portare la questione della riforma della geografia giudiziaria in sede di Conferenza Stato-Regioni. Chiedere l’eliminazione di un provvedimento come quello che prevede la chiusura delle sedi minori dei Tribunali su tutto il territorio nazionale è una questione di buon senso, perché stiamo parlando di una legge che non ha alcun beneficio in termini di risparmio di risorse economiche, ma invece presenta aspetti di pesante criticità a carico come sempre dei cittadini”, conclude Marco Melgrati.

mercoledì 13 novembre 2013

Regione/Cassazione: si al referendum per l’abrogazione della norma taglia tribunali.

La soddisfazione del Pdl. Marco Melgrati promotore dell’iniziativa in Liguria dichiara: “a Roma devono prendere atto di questo messaggio che arriva direttamente dai territori”.

 Sulla notizia relativa all’accoglimento dei quesiti referendari promossi dalla Regioni, tra cui anche la Liguria grazia all’iniziativa del Capogruppo del Pdl Marco Melgrati, per l’abrogazione delle norme taglia tribunali anche il Gruppo regionale del Pdl esprime soddisfazione. A parlare è Marco Melgrati: “l’auspicio ora è che anche alla luce di questo importante passo avanti a Roma si prenda atto di questa volontà da parte dei territorio. Stiamo parlando di un iniziativa promossa da nove Consigli regionali, un fatto storico mai avvenuto prima nel nostro paese che rappresenta anche un messaggio significativo che dovrebbe essere recepito dal Governo”.


“Il provvedimento tagli tribunali di fatto non solo non ha portato e non porterà i risparmi auspicati ma rappresenta una fonte di enormi difficoltà e disagi per i cittadini in primo luogo e per i professionisti e gli operatori del comparto giustizia. La speranza è che venga ripristinato lo status ex ante la normativa che ha stabilito la chiusura di diversi tribunali minori sul territorio nazionali e sedi distaccate e per quanto riguarda la Liguria si possa tornare a poter usufruire del Tribunale di Chiavari e Sanremo e delle sedi distaccate di sarzana, Albenga e Ventimiglia”, conclude Marco Melgrati. 

lunedì 11 novembre 2013

Intervista TeleNord su raddoppio canoni demaniali che colpiscono i balneari


Marco Melgrati, presidente del Gruppo Consiliare PdL, intervistato questa mattina a TeleNord dalla giornalista Alessandra Rossi sulla approvazione da parte della Giunta regionale del raddoppio dei canoni demaniali predisposta dalla amministrazione di " sinistra-centro ", come lui è solito definirla, guidata da Claudio Burlando ( Pd ) per riequilibrare il bilancio regionale: un aumento che va a colpire in maniera pesantissima la categoria dei concessionari balneari, i gestori delle spiagge, in un momento di grave crisi del settore, per una tipologia di attività che è solo stagionale e che quindi può contare solo su pochi mesi di lavoro l'anno. Dopo la sollevazione degli scudi da parte del'assessore gabriele Cascino ha fatto una precipitrosa marcia indietro in merito al provvedimento approvato promettendo che si troverà quanto prima una soluzione per contenere l'aumento entro il 20% come in altre regioni - 11-11-2013


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